Prima nomina di Bonisoli: a Milovan Farronato il Padiglione italiano

Il neoministro ha scelto per la Biennale un curatore che lavora per il Fiorucci Art Trust: capelli lunghi e, a volte, il trucco giustamente non hanno impedito la scelta

Milovan Farronato

Milovan Farronato

redazione 6 giugno 2018

Fresco d’insediamento, il neoministro dei Beni e attività culturali e del turismo Alberto Bonisoli ha proceduto a una delle nomine che hanno più visibilità tra quante gli spettano: ha designato il curatore del Padiglione Italia della Biennale d’arte di Venezia, la numero 58, fissata dall’11 maggio al 24 novembre 2019 : sarà Milovan Farronato, scelto dal ministro su tre nomi proposti dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanea e Periferie Urbane che a sua volta aveva valutato i progetti dei dieci curatori invitati. La procedura ovviamente era iniziata quando era ministro Dario Franceschini.


« Il progetto di Farronato si concentra su un gruppo limitato di artisti a cui verrà dato spazio per presentare le proprie opere e indagare i loro universi creativi », scrive l’ufficio stampa. “Il progetto di Farronato - ha dichiarato il Ministro Bonisoli - è molto originale e innovativo anche dal punto di vista dell’allestimento, valorizza il lavoro degli artisti e pone il Padiglione in linea con il panorama artistico internazionale”.


 


Chi è Milovan Farronato ? Intanto un’osservazione, come dire, estetica che di costume e anche culturale : curatore e critico d’arte, dalle foto mostra capelli lunghi e, a volte truccato. Data l’aria che tira in certi ministeri con i nuovi titolari, è un bene che ciò non abbia impedito la nomina.


Quanto al suo curriculum, snoccioliamo quanto fornisce il ministero stesso.


Farronato é il direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Quindi il mondo della moda che si occupa d’arte (cosa frequentissima e spesso con iniziative d'avanguardia, non va demonizzato a prescindere) gli è molto familiare.


Farronato ha collaborato nel 2016 con le (eccellenti) Serpentine Galleries di Londra. Ha curato « The Violent No! » nella 14esima Biennale di Istanbul nel 2015. Dal 2005 al 2012, ha diretto l’organizzazione no profit Viafarini. Dal 2006 al 2010 è stato curatore associato della Galleria Civica di Modena. Ha insegnato Cultura Visiva al Cladem, dell’Università Iuav di Venezia, dal 2008 al 2015. Ha scritto per varie testate d’arte tra cui Flash Art, Artribune, L’Uomo Vogue, Fashion Trend.


I nove curatori che non ce l’hanno fatta sono Antonia Alampi; Laura Barreca; Andrea Bellini; Alfredo Cramerotti; Luigi Fassi; Andrea Lissoni; Bruna Roccasalva; Francesco Stocchi; Roberta Tenconi.


 


Nomine Chi è Alberto Bonisoli, il neoministro della cultura


 


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