Trump vuole la Groenlandia per ritrovare la bomba smarrita e così meritarsi il Nobel

Il 21 gennaio 1968 un B52 si schiantò e delle quattro bombe all’idrogeno che trasportava, una non fu mai ritrovata. iI Presidente Usa vuole forse scavare nella storia con la sua pala d’oro, dissotterrando l’ordigno smarrito e metterlo finalmente “al sicuro”, sotto la sua bandiera.

Trump vuole la Groenlandia per ritrovare la bomba smarrita e così meritarsi il Nobel
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21 Gennaio 2026 - 17.49


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Il 21 gennaio 1968, sopra i ghiacci della Groenlandia, un B-52 dello Strategic Air Command americano perse quota e dignità: si schiantò vicino a Thule con quattro bombe all’idrogeno a bordo. L’Artico fu costretto a ingoiarsi quelle fiamme, quell’acciaio e quel segreto. Dopo si bonificò, si contò, si rassicurò. 

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Eppure, così si disse allora, una di quelle bombe non fu mai ritrovata. Una favola servita fredda, o, se volete, una verità rimasta sotto il permafrost, quello strato di terreno che ancora il riscaldamento globale non ha sciolto. Da lì in poi la Groenlandia è diventata per me e per molti un luogo dell’immaginario: lontana, enorme, bianca, silenziosa. Un posto ideale per nascondere ciò che non si vuole ricordare. 

E allora viene il sospetto che oggi, certi appetiti non siano solo geopolitici ma archeologici. Forse Trump non “vuole” la Groenlandia: vuole la bomba. Vuole scavare la storia con la sua pala d’oro, dissotterrare l’ordigno smarrito e metterlo finalmente “al sicuro”, sotto una bandiera più fotogenica.

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Mi immagino già quel momento immortalato in un bel reel su Truth musicato dalla hit degli Omd “Enola Gay” con sottofondo dello scricchiolio del ghiaccio sotto i piedi e “l’eroe di tutti i mondi” che sorride: la pace rientra in cassaforte.  Ecco la ‘Prova’ definitiva per la non lontana Norvegia, custode del Nobel, che l’uomo se lo merita davvero, il premio, perché recupererà ciò che altri avevano perso.

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