Youssef Siher è il nuovo bersaglio del governo

Dopo aver approvato un ulteriore decreto (in)sicurezza, la maggioranza politica crea un nuovo capro espiatorio. Ancora viene dimostrata la vergogna di un governo che non riesce a rispondere ai problemi dei suoi cittadini

Fonte: ilgiorno.it
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27 Ottobre 2026 - 12.53


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di Dennis Fanara

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Mentre le nostre piazze vengono sporcate dal sangue degli studenti che in tantissimi manifestano contro il caro vita, i principali media ci danno l’identikit del capro espiatorio tanto voluto dalla destra. Si chiama Youssef Siher, un ragazzo bresciano con un curriculum nel mondo accademico. Il ragazzo è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Per i partiti islamofobi, che non aspettavano altro che un capro espiatorio con genitori dal background migratorio, questo serve a nascondere la vergogna tipica di un governo incapace di dare risposte ai problemi che muovono una mobilitazione giovanile di enormi dimensioni. E così Youssef diventa un frutto molto succoso da usare per sviare l’attenzione dai problemi reali.

Questo tentativo di distrazione lo abbiamo già visto recentemente, quando i principali media, specie quelli allineati alla linea governativa, hanno parlato di “manifestanti violenti”, rimanendo però in silenzio di fronte alle altre manifestazioni, definite da qualcuno “buone”. Ancora una volta si è persa l’occasione di parlare dei problemi della gente comune che creano le condizioni per questo tipo di “violenze”, aprendo invece la strada a un nuovo ddl (in)sicurezza, utile a deformare il nostro stato di diritto.

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Nel mentre, le ulteriori manifestazioni del 24 ottobre hanno animato le principali città. Ancora una volta abbiamo visto le violenze e la stretta autoritaria di questo governo. Inclusi ragazzi che sono stati fermati e trattenuti preventivamente a Milano, città in cui la manifestazione è stata pacifica per tutto il tempo ed è stata documentata in diretta sul canale di Local Team. Un po’ meno fortunate sono state le manifestanti e i manifestanti a Roma, Torino e Bologna. Idranti e manganelli sono stati usati su persone con le braccia in aria, volte a dimostrare la propria innocuità e innocenza, e non solo. Ma ciò non verrà discusso su tele-meloni o sui giornali amici. Si parlerà piuttosto dei manifestanti violenti e del ragazzo di Brescia che non ci va bene perché figlio di genitori con background migratorio.

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