Anche il Congresso Usa inzia a fare i conti con i rischi dell’AI

Gli avvertimenti che arrivano dai laboratori dove vengono sviluppati i sistemi di intelligenza artificiale hanno raggiunto il Congresso degli Stati Uniti. Democratici e repubblicani stanno discutendo proposte che vanno dai controlli sui modelli alla creazione di un’autorità federale, fino alla sospensione dello sviluppo della superintelligenza.

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11 Settembre 2026 - 18.04


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di Lorenzo Lazzeri

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Il tema ha acquistato peso dopo le dimissioni di Jacob Coxon da Anthropic e le sue dichiarazioni sui rischi connessi alla costruzione di sistemi capaci di migliorare autonomamente le proprie capacità. Ne abbiamo parlato ieri nell’articolo GPT-6 Astra e la corsa all’IA senza freni: i dubbi del ricercatore e del capo della sicurezza. Qui interessa soprattutto quello che è successo dopo: le preoccupazioni sono entrate nell’agenda politica di Washington. Secondo il Wall Street Journal, i Democratici starebbero discutendo alla Camera la costituzione di una commissione dedicata all’intelligenza artificiale nel caso conquistassero la maggioranza dopo le elezioni di medio termine.

Il deputato democratico Ro Khanna, della California, ha avanzato una proposta più strutturata. Vorrebbe un’agenzia federale incaricata di vigilare sui sistemi di IA, con funzioni paragonabili a quelle esercitate dalle autorità che controllano l’energia nucleare e l’aviazione. Khanna chiede la certificazione dei nuovi modelli e l’introduzione di “kill switch”, dispositivi che permettano di interrompere il funzionamento di un sistema quando assume comportamenti pericolosi. La sua proposta comprende anche forme di responsabilità per le aziende e un confronto con la Cina sulle misure di sicurezza. Il problema della competizione con Pechino ricorre nel dibattito americano: un rallentamento deciso da un solo Paese rischia di diventare un incentivo per gli altri a procedere più rapidamente.

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Bernie Sanders ritiene che il Congresso abbia accumulato un ritardo rispetto all’evoluzione della tecnologia. “Non c’è dubbio che il Congresso sia molto indietro rispetto a dove dovrebbe essere nell’affrontare l’impatto di questa tecnologia in rapida evoluzione e pericolosa”, ha scritto invitando i parlamentari a un briefing privato previsto per il 16 settembre. Sanders sta lavorando con il deputato Greg Casar a una proposta che vieterebbe lo sviluppo e l’impiego di una superintelligenza artificiale e introdurrebbe una pausa temporanea per i sistemi avanzati, in attesa che un’autorità federale stabilisca le regole di sicurezza. La proposta prevede anche la ricerca di accordi internazionali per impedire che un eventuale blocco statunitense venga aggirato sviluppando i sistemi altrove.

Una strada diversa sta prendendo forma al Senato. Il repubblicano Ted Cruz, presidente della Commissione Commercio, e la democratica Amy Klobuchar stanno lavorando, insieme al leader della maggioranza John Thune, a una proposta bipartisan. Cruz ha richiamato in particolare il pericolo che sistemi avanzati possano agevolare minacce biologiche o nucleari. Sostiene la necessità di misure di sicurezza, mantenendo aperta la questione della posizione statunitense nella competizione tecnologica con la Cina. Durante un intervento televisivo ha definito quanto sta emergendo «roba spaventosa».

Klobuchar concentra invece l’attenzione sulle verifiche prima che i modelli vengano messi a disposizione. “È chiaro che dobbiamo agire ora e non aspettare”, ha dichiarato. La proposta alla quale sta lavorando obbligherebbe gli sviluppatori a collaborare con esperti governativi per verificare e sottoporre a test i sistemi più avanzati. Dal Congresso arrivano anche altre iniziative. La repubblicana Anna Paulina Luna ha chiesto una sessione speciale dedicata all’intelligenza artificiale. Il democratico Chris Van Hollen propone un confronto urgente tra Stati Uniti e Cina per concordare criteri di sicurezza e procedure di test. Alla Camera, Lori Trahan lavora a una normativa bipartisan che introdurrebbe controlli di terze parti sui laboratori che sviluppano i modelli di frontiera.

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Non è ancora chiaro quanto di questo fermento possa tradursi in una legge federale, anche perché i miliardi in ballo sono tanti. I precedenti gruppi di lavoro del Congresso hanno prodotto documenti e proposte senza però arrivare a una chiara regolamentazione dei modelli. Questa volta, però, sul tavolo ci sono testi bipartisan e richieste che provengono anche dalle aziende coinvolte nello sviluppo dell’IA.

Nelle stesse ore è arrivato un ulteriore segnale da OpenAI. Secondo Bloomberg, ripresa dall’ANSA, durante una riunione con i dipendenti Sam Altman ha detto che l’azienda sta valutando la possibilità di rallentare lo sviluppo dei sistemi più avanzati e di coordinare il ritmo con altri laboratori.

La questione presenta anche un ostacolo inatteso: un rallentamento concordato tra aziende concorrenti potrebbe entrare in conflitto con la normativa antitrust americana. OpenAI ha chiesto al Congresso indicazioni sulla possibilità per i laboratori di coordinarsi sulla sicurezza senza violare lo Sherman Antitrust Act. Il problema, quindi, è arrivato a Washington sotto una forma molto concreta: ora bisogna stabilire quali regole consentano alle aziende di collaborare senza trasformare l’accordo in un illecito.

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