A Livorno parte la sfida dell’acquacoltura sostenibile nel Mediterraneo con il progetto AQuaBioS

Il progetto europeo coordinato da ISPRA punta su plancton, microalghe e copepodi per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti ittici e favorire la transizione ecologica

A Livorno parte la sfida dell’acquacoltura sostenibile nel Mediterraneo con il progetto AQuaBioS
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2 Giugno 2026 - 19.35


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Entra nella fase operativa una delle iniziative più avanzate nel panorama europeo, AQuaBioS – “La fattoria del mare: per un’acquacoltura biologica e sostenibile”, con l’avvio delle attività sperimentali all’Acquario di Livorno. Il progetto, coordinato da Ispra e finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2024-2027, dispone di un budget di circa 1,8 milioni di euro e coinvolge partner scientifici e industriali di Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Région Sud francese.

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L’obiettivo è sviluppare modelli innovativi di acquacoltura sostenibile nel Mediterraneo, favorendo la transizione ecologica del settore ittico attraverso soluzioni che integrano una rete di ricerca internazionale, tutela degli ecosistemi e sostenibilità economica. Al centro della sperimentazione c’è il mesocosmo, una piattaforma avanzata che consente di simulare le condizioni degli ecosistemi marini. Il sistema viene utilizzato per la produzione di zooplancton in ambiente controllato e per testare nuove tecniche di allevamento a basso impatto ambientale.

Il progetto punta sull’impiego di plancton, microalghe e copepodi come alimento naturale per le specie marine allevate, con l’obiettivo di ridurre l’uso di mangimi industriali. Le microalghe, oltre all’elevato valore nutrizionale, contribuiscono a migliorare la qualità dell’acqua, assorbire CO2 e diminuire il carico organico negli impianti, spiega Ispra. Un ruolo chiave è svolto dai copepodi, rappresentando le prede naturali della maggior parte delle forme larvali e di numerosi organismi marini. Studiare la loro risposta ai cambiamenti di temperatura, acidità, disponibilità di nutrienti e presenza di inquinanti consentirà di comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti ambientali sulla biodiversità acquatica. Secondo Ispra, l’introduzione del plancton nelle diete degli organismi allevati, in sostituzione delle proteine animali derivate dalla pesca, potrebbe contribuire a ridurre l’impatto ecologico dell’attuale sistema produttivo ittico del Mediterraneo.

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“Con il progetto AQuaBioS rafforziamo il nostro impegno per un modello di sviluppo che integri ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale”, ha dichiarato la presidente di Ispra e Snpa, Maria Alessandra Gallone. L’iniziativa punta inoltre a sostenere le piccole e medie imprese della filiera ittica mediterranea, favorendo modelli produttivi più sostenibili e in linea con le nuove esigenze del mercato europeo in materia di qualità ambientale, tracciabilità e sicurezza alimentare.

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