Italia, l'Overshoot Day anticipa ancora

La denuncia del Wwf: se nel 2025 era stato raggiunto il 6 maggio e nel 2024 dodici giorni dopo, quest'anno sono bastati solo 123 giorni.

Italia, l'Overshoot Day anticipa ancora
fonte @Adnkronos
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5 Maggio 2026 - 18.16


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Da ieri 4 maggio il nostro paese è ufficialmente in debito ecologico. A denunciarlo è stato il Wwf, che ha rilanciato i calcoli del Global Footprint Network, l’organizzazione che ogni anno calcola l’Overshoot day globale e per i singoli stati. Per l’Italia quest’anno la data è stata il 3 maggio, domenica scorsa: da allora abbiamo più risorse naturali da poter consumare. Si tratta di un nuovo record, decisamente peggiorativo rispetto al 2025. Lo scorso anno l’esaurimento delle risorse era stato stimato al 6 maggio, con un anticipo di persino sedici giorni rispetto al precedente 2024. 

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È quindi il Wwf a denunciare che in Italia “In soli 123 giorni abbiamo già esaurito il budget ecologico dell’intero anno”, entrando ufficialmente da ieri 4 maggio in “deficit ecologico […] un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi”.

Se un anticipo di soli tre giorni potrebbe non sembrare troppo grave, non è invece un dato irrilevante, poiché è in una traiettoria peggiorativa sviluppata nell’arco di mezzo secolo. Seppur negli ultimi anni è maturata una maggiore consapevolezza ambientale, non è riuscita a tradursi in argine all’esasperato consumo di risorse ecologiche. Lo spiega bene sempre il comunicato dell’associazione ambientalista: “Significa che, nonostante la crescente consapevolezza per le problematiche ambientali, la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare”. Inoltre denuncia sempre il Wwf che “se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse”. 

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Come detto sopra, l’anticipo dell’Overshoot Day si incardina in un generale peggioramento della situazione che prosegue dagli anni Settanta. Se infatti nel 1971 l’esaurimento delle risorse veniva raggiunto il 25 dicembre, nel 1990 dopo quasi vent’anni anticipava a metà ottobre. Con il nuovo millennio, nel 2000, dieci anni dopo giungeva a fine settembre. Mentre nel 2019 si raggiungeva il 29 luglio. In sette anni la situazione è ancora peggiorata, anticipando di due mesi.

Diversi sono i fattori che hanno portato al peggioramento di tale trend in Italia, soprattutto cambiamenti in ambito dei consumi. I dati Istat sono ben chiari a tal proposito: se c’è una riduzione della quota della spesa per i beni essenziali, viviamo però in case che consumano molta più energia.  Anche il cambiamento nella mobilità ha un impatto considerevole. Se negli anni ’50 in Italia circolavano meno di 50 vetture per 1000 abitanti, oggi secondo i dati Istat circa 7 italiani su 10 possiedono un automobile. Tale dato rappresenta il valore più alto all’interno dell’Unione Europea, pari a circa 6 auto ogni 10 abitanti. Così non può che incrementare l’inquinamento e la produzione di emissioni.

Un altro fattore di consumo delle risorse ecologiche è l’ambito alimentare, che nei decenni ha subito considerevoli cambiamenti. Si prendano ad esempio i dati afferenti al consumo di carne: se negli anni Settanta corrispondeva a 20 kg pro capite l’anno, si è giunti al 2025 a 80kg, dato che è quattro volte maggiore, e finisce per tradursi in un “appesantimento” del paniere italiano da un punto di vista ecologico. 

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Infine un altro dato che infierisce pesantemente sul consumo delle risorse è la continua crescita di superfici urbanizzate a partire dagli anni Settanta in poi. Tenendo in conto solo gli ultimi anni: secondo le serie storiche dell’Ispra, nel 2024, le superfici artificiali superavano i 21.500 km², valore molto superiore alla media europea, rappresentando il 7% del territorio nazionale, a fronte di un 4,4%. Solo tra il 2023 e il 2024 il consumo del suolo ha raggiunto 3 m² al secondo, il ritmo più alto degli ultimi dodici anni. 

Seppure il raggiungimento dell’Overshoot Day non corrisponda ad un reale esaurimento delle risorse, quali il cibo o acqua, ma è piuttosto la traduzione del rapporto tra la pressione dei consumi con la capacità rigenerativa degli ecosistemi, è importante avere conoscenza di questa data simbolica, affinché possa farci riflettere sul consumo dilagante delle risorse. 

Infatti, come afferma il Wwf, “Il 3 maggio 2026 non è soltanto una data. È la misura concreta della distanza tra il nostro modello di sviluppo e i limiti biosferici del Pianeta. Cinquant’anni di crescita materiale, urbanizzazione, motorizzazione e trasformazione dei consumi ci hanno portato fin qui. Invertire la rotta è possibile, ma richiede un cambiamento sistemico: energia pulita, mobilità sostenibile, diete a minor impatto, tutela del suolo, economia circolare. Abbiamo un solo Pianeta”. 

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