Federica Brignone oro nel Super-G

A meno di un anno dal grave infortunio scrive una pagina della storia dello sport nazionale. Delusione per Sofia Goggia uscita di pista. Polemiche per la decisione del Cio di squalificare l'atleta ucraino.

Federica Brignone oro nel Super-G
Federica Brignone
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Marcello Cecconi Modifica articolo

12 Febbraio 2026 - 15.02


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Oggi, nelle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Federica Brignone ha scritto una pagina indimenticabile della storia dello sport italiano: la campionessa azzurra ha conquistato la medaglia d’oro nel Super-G femminile, imponendosi con un tempo di 1.23.41 sulla celebre pista di Olympia delle Tofane. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, elegantemente in giacca ufficiale dell’Italia, Brignone ha coronato una carriera costellata di successi con il titolo olimpico più ambito.

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La vittoria assume un significato ancora più profondo se si pensa al percorso recente della “Tigre” dello sci: lo scorso 3 aprile 2025 ha subito un grave infortunio che aveva messo in dubbio la sua partecipazione a questi Giochi. Eppure, con determinazione feroce e una rimonta tecnica straordinaria, ha sciato come poche volte le era riuscito in carriera, mostrando grinta, precisione e maturità agonistica. Questo oro è il primo olimpico della sua carriera, dopo aver già collezionato in passato argento e bronzo olimpico e una serie impressionante di successi in Coppa del Mondo.

La competizione di oggi non è stata facile: nella top list delle favorite brillava anche Sofia Goggia, grande protagonista delle ultime stagioni e tra le azzurre più attese. Ma per Goggia la gara si è trasformata in una dura delusione: l’atleta ha uscito di pista nella prima metà del tracciato, vanificando ogni possibilità di medaglia nel Super-G. Nonostante l’amarezza, Goggia ha subito mostrato sportività e rispetto verso la collega, sottolineando la grande qualità della prestazione di Brignone e la difficile natura di una gara così tecnica.

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Il palmarès di Brignone parla di una carriera lunga e brillante. Atleta di punta della squadra italiana di sci alpino, ha vinto titoli mondiali e Coppe del Mondo, diventando simbolo di costanza tra le porte strette dei super-giganti. Oggi, con l’oro olimpico, ha completato un percorso sportivo che l’ha vista protagonista di mille battaglie in neve e ghiaccio, confermandosi tra le grandi di sempre dello sci italiano.

Ma non è solo festa sulle nevi di Cortina poiché nel disteso clima olimpico si è acceso un altro fronte di tensione internazionale. Il Comitato Olimpico Internazionale ha squalificato l’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych, che aveva deciso di gareggiare con un casco personalizzato raffigurante immagini di atleti ucraini uccisi durante la guerra con la Russia. Secondo il Cio, quella scelta avrebbe violato le norme che proibiscono espressioni politiche in gara, e così Heraskevych è stato escluso dalla competizione. La decisione ha provocato feroci proteste da parte dell’Ucraina e della sua delegazione, con politici e tifosi che hanno denunciato una decisione ingiusta e un’interpretazione troppo rigida delle regole, alimentando un intenso dibattito sui social.

In un giorno di gloria per l’Italia, le Olimpiadi confermano la loro straordinaria capacità di emozionare attraverso vittorie di chi supera ogni ostacolo fino alle controversie che riflettono le tensioni geopolitiche.

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