Nasce una Fondazione culturale. Il Pd: «Oggi votiamo sì allo Statuto. Avevamo ragione ad opporci alle precedenti scelte» 

Voto quasi unanime sul nuovo Statuto della Fondazione. I consiglieri del Pd: avevamo ragione ad opporci alle scelte della giunta De Mossi. La stessa sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, riconosce che la scelta fatta a suo tempo si è rivelata «inefficace, controproducente e paralizzante». Dal consiglio comunale un appello alla cura dell’identità e al coraggio della complessità.

Nasce una Fondazione culturale. Il Pd: «Oggi votiamo sì allo Statuto. Avevamo ragione ad opporci alle precedenti scelte» 
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

18 Giugno 2026 - 14.27 Oltreilponte


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Una svolta. Il nuovo statuto della Fondazione Santa Maria della Scala è stato approvato dal Consiglio Comunale di Siena praticamente all’unanimità (unico astenuto il consigliere di maggioranza Marco Falorni che ha sempre avuto perplessità sulla forma stessa della Fondazione). Anche le minoranze hanno votato a favore e tra le novità spicca il voto favorevole del Partito Democratico, segnando una svolta rispetto al voto contrario espresso nel 2021. 

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«Abbiamo avuto ragione», dicono i consiglieri del Pd. Come hanno spiegato Alessandro Masi e Gabriella Piccinni, oggi si capisce che il Pd fece bene quando, da solo, votò contro. Oggi proprio le osservazioni avanzate allora consentono di collocare il Santa Maria della Scala all’interno della rete nazionale delle grandi istituzioni culturali. La stessa sindaca Nicoletta Fabio ha del resto riconosciuto che la scelta fatta a suo tempo dalla giunta De Mossi si è rivelata «inefficace, controproducente e paralizzante».

Nel suo intervento, Alessandro Masi ha richiamato integralmente la dichiarazione di voto di quattro anni fa, ricordando come il Pd avesse bocciato l’impianto dello Statuto perché privo di una chiara visione strategica e soprattutto costruito attorno a una fondazione del Terzo Settore, assolutamente inadatta alla natura e alle ambizioni del Santa Maria. “Oggi – ha spiegato – approviamo finalmente una fondazione culturale, aperta all’ingresso del Ministero della Cultura e di altri soggetti pubblici e privati, sul modello delle principali istituzioni culturali italiane”. Resta però la richiesta, sostenuta da tutti i consiglieri di minoranza: che alla riforma giuridica – sulla quale si è soffermato di più il consigliere dei Fratelli d’Italia Pierluigi De Angelis – segua una rinnovata progettualità culturale. In questo senso la sindaca Fabio ha confermato che nel cda rimane una solida maggioranza del Comune di Siena.

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Il voto favorevole e il sostegno convinto al nuovo impianto statutario arriva però accompagnato da una serie di richieste di assunzione di responsabilità: costruire rapidamente i rapporti istituzionali con il Ministero della Cultura e altri partner pubblici, dare autorevolezza agli organi operativi e scientifici della Fondazione, sviluppare una programmazione culturale stabile per trasformare il Santa Maria in uno dei grandi poli culturali italiani, senza smarrire il legame con la storia e con la comunità senese. 

Per Gabriella Piccinni il nuovo Statuto introduce finalmente elementi importanti quando distingue meglio le figure e i ruoli del presidente, del direttore, dei conservatori e del comitato scientifico e quando definisce il Santa Maria come luogo di relazione tra patrimonio storico e produzione culturale contemporanea. Nel momento in cui queste figure inizieranno a lavorare nella nuova e più chiara veste, sono venute dalla discussione una serie di raccomandazioni.

Masi, Piccinni e Tortorelli hanno infatti ripetuto che il Santa Maria della Scala dovrà essere molto più di un contenitore di eventi e di un semplice museo: un luogo dove si producono cultura, ricerca, formazione e innovazione, capace di mettere in relazione il patrimonio storico con la contemporaneità. Tra le raccomandazioni rivolte alla nuova governance è il rafforzamento della collaborazione con le Università, la valorizzazione della ricerca artistica, lo sviluppo delle attività di restauro e la definizione di una programmazione coerente con l’identità storica del complesso, perché il Santa Maria è un’istituzione millenaria che rappresenta uno dei principali depositi della memoria collettiva senese.

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Accanto al giudizio positivo, perciò, arrivano precise indicazioni per il futuro. Piccinni ha sottolineato che oggi manca ancora un racconto capace di spiegare ai cittadini e ai visitatori la storia dell’antico ospedale e il suo ruolo nella costruzione dell’identità di Siena. Il rischio, ripete, è continuare a utilizzare il complesso come un semplice “maxi contenitore di eventi”, perdendone l’unicità. Per questo occorre che il Santa Maria diventi un laboratorio permanente di ricerca, museologia, innovazione tecnologica e formazione, nel quale le Università senesi assumano un ruolo centrale e nel quale il patrimonio culturale possa generare anche sviluppo economico e occupazione qualificata.

È ora responsabilità di tutti riappassionare Siena alla funzione rinnovata del suo antico ospedale, facendone lo strumento di una vera comunità patrimoniale. Perché Santa Maria della Scala, insieme all’Opera del Duomo e al polo museale cittadino può diventare il motore trainante, il vero “progetto di Siena” per le generazioni future.

Subito dopo il voto quasi unanime del Consiglio comunale è arrivata ora anche la dichiarazione di Cristiano Leone, presidente della Fondazione: ”La revisione dello Statuto, insieme al nuovo masterplan, rientra tra gli obiettivi strategici che abbiamo indicato fin dall’inizio del nostro mandato come condizioni essenziali per il rilancio del Santa Maria della Scala. Per questo accogliamo con particolare soddisfazione l’approvazione odierna”. Nella sua dichiarazione Cristiano Leone ha poi ringraziato “ il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, tutta la Giunta, il Consiglio comunale e i membri delle Commissioni per il grande impegno profuso negli ultimi mesi, che ha consentito di giungere oggi all’approvazione dello Statuto della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala”.

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