di Francesca Anichini
Un anello capace di “sentire” il tocco e restituire vibrazioni diventa la chiave per dialogare con l’intelligenza artificiale in modo naturale e discreto. Il dispositivo, sviluppato dal team guidato dal professor Domenico Prattichizzo, docente di Robotica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Università di Siena, introduce una nuova frontiera nelle interfacce uomo-macchina.
Grazie a un’interazione sensorimotoria e all’integrazione con occhiali dotati di microfoni e auricolari intelligenti, consente di comunicare con sistemi come ChatGPT o Claude senza interrompere il flusso della conversazione. Basta un semplice tocco per “marcare” un momento del dialogo e attivare l’AI, che ascolta e analizza il contesto in tempo reale.
Alla base c’è il concetto di “embodiment”: l’intelligenza artificiale non è più qualcosa di esterno, ma diventa parte integrante dei processi cognitivi dell’individuo. Non sostituisce l’uomo, ma ne potenzia le capacità, creando una sinergia tra tecnologia e mente. Il professor Domenico Prattichizzo, in un’intervista, ne ha illustrato il funzionamento.
