Al Festival di Cannes l'ambigua condanna dell'IA

L'intelligenza artificiale è ormai entrata nell'industria cinematografica, come strumento più o meno funzionale. Dai vertici della kermesse condanna, eppure il festival firma con Meta come sponsor.

Al Festival di Cannes l'ambigua condanna dell'IA
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12 Maggio 2026 - 17.24


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Si aprono le danze alla Croisette, quest’anno senza concorrenti italiani in concorso. La 79° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes partita oggi, proseguirà fino al 23 maggio. Ieri alla conferenza stampa dell’anteprima, la presidente Iris Knobloch, si è fatta portavoce di una condanna nei confronti dell’Intelligenza Artificiale nell’industria cinematografica: “È importante chiarire che difendiamo la libertà di creare per tutti gli esseri umani, ma solo per gli esseri umani. L’Intelligenza Artificiale è già entrata negli studi di produzione, nelle sale di montaggio e nel processo creativo. Non chiudiamo un occhio, ma ci rifiutiamo di lasciarle dettare le regole del cinema”, ha così dichiarato Iris Knobloch. Il suo discorso è poi coì proseguito “Un film non è un insieme di dati; è una visione personale. L’IA imita molto bene, ma non farà mai provare emozioni profonde”. Più morbido invece il giudizio di Thierry Fremaux, delegato generale del festival: “L’IA diventerà normalizzata e integrata come altre tecnologie anche se resta una reale preoccupazione legata all’uso improprio e alla solidarietà con sceneggiature e attori”, e ancora “È importante ricordare che l’IA sta all’intelligenza come una bici elettrica a una bicicletta e che, per saper guidare una bici elettrica, bisogno prima saper andare in bicicletta”. 

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Eppure nonostante questa ferma condanna, l’IA entra a Cannes come tema dei film in concorso: è il caso del film Sheep in the box, del regista giapponese Hirokazu Kore-era. In un futuro non troppo lontano Otone e Kensuke, hanno perso il proprio figlio. Per superare il lutto accolgono un umanoide identico al bambino scomparso. La storia del regista giapponese si ispira alle tecnologie di “resurrezione digitale”, che usano l’Intelligenza Artificiale e i big data per ricreare copie virtuali di persone defunte. È così che vengono creati dei “deathbot”, che attraverso messaggi, video, o vocali, permettono di interagire con il gemello digitale del defunto, come fosse vivo e reale, simulandone approccio emotivo, voce e personalità. 

Su Ansa, Francesco Gallo, ricorda però che a Cannes si è svolta, e si è appena conclusa, la prima edizione del World AI Film Festival (Waiff): una kermesse tutta dedicata al cinema realizzato con l’intelligenza artificiale, tanto che si potrebbe parlare di una “nouvelle vague” cinematografica. Anche se le tecnologie sono ancora acerbe, come abbiamo visto anche in altri settori, l’intelligenza artificiale ha una percentuale di miglioramento piuttosto rapida. Da non sottovalutare è poi il risparmio in termini economici che l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nell’industria cinematografica apporterebbe. Riporta Francesco Gallo, che nella sede del World Ai Film Festival, Dario Cirincione, regista italo-svizzero, ha messo in evidenza come una sequenza realizzata tramite IA possa costare 500 euro, a fronte dei 20.000 con effetti speciali tradizionali. Eppure l’aspetto distopico con l’intelligenza artificiale è sempre dietro l’angolo. Ad evocarlo è Mathieu Kassovitz proprio in occasione del Waiff: “Tra due anni non importerà più a nessuno se i personaggi siano stati creati da un software o interpretati da attori. Avremo delle vere superstar IA con milioni di follower. Vivranno nel tuo telefono e, durante la promozione di un film, potrai parlarci direttamente”. 

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Nonostante i timori per l’impatto dell’IA nell’industria cinematografica, e le conseguenti condanne più o meno dure da parte dei vertici, il Festival di Cannes ha però al contempo firmato un accordo di sponsorizzazione pluriennale con Meta. La tecnologia che attinge all’uso di Intelligenza artificiale è stata usata dallo stesso premio Oscar Steven Sodebergh per il documentario The last Interview, film documentario su John Lennon che partecipa alla sezione ‘Proiezioni speciali’ di questa 79° edizione.

Con questo accordo di sponsorizzazione pluriennale con Meta, Cannes finisce però per assumere un atteggiamento quantomeno ambiguo nei confronti dell’IA. 

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