Papaveri e AI, Nilla Pizzi e le sue papere si fanno meme. Era davvero necessario?

L'intelligenza artificiale protagonista anche a Sanremo tra Dargen D'Amico ed effetti che fanno discutere.

Papaveri e AI, Nilla Pizzi e le sue papere si fanno meme. Era davvero necessario?
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25 Febbraio 2026 - 01.36


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di Vittoria Calabrese

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Stavate guardando anche voi Sanremo e improvvisamente avete visto della papere gialle al posto del pubblico in platea? Tranquilli, non è stanchezza e neanche un’allucinazione collettiva: è l’AI.

Il “momento Tim”, sponsor anche quest’anno del Festival, si è declinato in un modo peculiare. Ad essere coinvolto è stato il pubblico, che mentre intonava il successo di Nilla Pizzi Papaveri e Papere del 1952, è stato trasformato in papere gialle tramite l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. Un’immagine un po’ a scatti e confusa in cui, con un ritmo abbastanza serrato sia pubblico che lo stesso Carlo Conti hanno preso a mutare e trasformarsi in papere “da bagno” cambiando velocemente aspetto e stile.

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L’ “operazione AI” peró pare non essere stata percepita dagli spettatori come forse la direzione artistica avrebbe sperato. Insomma, pane per i denti degli utenti social che hanno preso a sfornare meme e commenti.

Moltissimi quelli che hanno espresso confusione: c’è chi reposta il video scrivendo “quando sei in call di lavoro e parte il filtro” e chi scrive “cosa abbiamo appena visto?”. Qualcuno tira in ballo un altro scandalo legato alle papere, quello di John Travolta a Sanremo 2024 e del suo Ballo del qua qua. Tony Pitony, futuro compagno di palco di Ditonellapiaga per la serata cover, pubblica una storia scrivendo: “Sono le 22:17. Tutti sono stati trasformati in papere. Forse è il momento di andare a dormire”. Il riferimento a Twin Peaks sottolinea la sensazione di disturbo allucinato.

È innegabile che l’AI sia ormai parte integrante della nostra vita e dei grandi eventi popolari. Fa talmente parte della nostra quotidianitá che è entrata a Sanremo non solo come mezzo, ma anche come fenomeno da raccontare in una canzone: è il caso del brano Ai Ai di Dargen D’amico.

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L’opinione popolare sui social comunque è concorde nel pensare che forse nell’applicazione dell’Ai, per citare un altro successo sanremese, si poteva dare di piú.

Il festival cerca di essere sempre piú “giovanile” solo che spesso ricade nell’imbarazzo, genera brividi di disagio con i suoi tentativi malriusciti. Si comunque poco male, in un Sanremo forse troppo serio, come sono solitamente le edizioni di Conti, senza imprevisti e senza guizzi, il cringe (direbbero i giovani) previsto è un raggio di sole che riesce a illuminare il web.

Ora che l’Ai è arrivata anche al Festival è giunto forse il momento di chiederci se è davvero necessario applicarla a tutti gli ambiti della vita pur di sentirsi all’avanguardia. A parte il mancato “effetto contemporaneità” c’è chi giustamente ricorda che la produzione di queste immagini richiede un dispendio di risorse energetiche che forse, se dobbiamo ridurci a creare paperelle da bagno, si potrebbe anche evitare.

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Davvero non possiamo permetterci di fare di meglio? Chissà quali artificiali trasformazioni ci attendono nelle prossime quattro serate.

(in copertina il meme della pagina social Sapore di Male, con il pubblico papere immerso nella Loggia Nera di Twin Peaks)

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