I La Rappresentante di Lista a Sanremo con l'obbiettivo di "normalizzare la diversità"

Aspettando di salire sul palco dell'Ariston esce il loro nuovo inedito "Alieno", che andrà a completare l'album "My Mamma"

La Rappresentante di LIsta

La Rappresentante di LIsta

Redazione 22 febbraio 2021
''Porteremo agli ascoltatori un altro punto di vista per leggere la vita'', così Veronica, la voce dei La Rappresentante di Lista commenta la presenza della band a Sanremo.

Il duo, composto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, è infatti nella lista dei concorrenti di Sanremo 2021, inoltre hanno appena pubblicato l’inedito Alieno, che farà parte del loro nuovo album My Mamma.
Dopo aver partecipato l’anno scorso come ospiti di Rancore, quest’anno si trovano tra i protagonisti, con Amore e un duetto, per la sera delle cover, con Donatella Rettore nella sua Splendido Splendente.

La band si distingue per il suo carattere trip-hop d’autore mischiato al folk e all’elettronica cerebrale. Definiscono il loro genere musicale ‘fluido’, incentrato su femminilità, sessualità e impegno civile.
Altra caratteristica di spicco della band è la cura per la dimensione performativa, retaggio del loro passato trascorso a recitare in teatro.

Quando in un’intervista al RollingStone viene fatto notare al gruppo come un genere simile dieci anni fa sarebbe stato molto improbabile salisse sul palco dell’Ariston Dario risponde ''La domanda è: siamo cambiati noi o è cambiato il Festival? Secondo me, il Festival'', mentre Veronica annuisce a queste parole. Inoltre, Dario riflette: ''Quando ci chiedevano che rapporto avessimo col pop, dicevamo che non avremmo mai fatto pop, ma avremmo aspettato che fosse stato il pop a diventare come noi. Ma poi che significa pop? Significa che una nostra canzone verrà percepita con un livello di attenzione molto più basso di quello dei nostri fan più stretti, per dire. Il pubblico ne farà una lettura più superficiale''.

Riguardo all’inedito Alieno, che farà parte dell’album My Mamma, spiegano che parla di femminilità e parità di genere, vogliono normalizzare la diversità attraverso le loro canzoni e la loro presenza sul palco, cercando di creare in chi li ascolta un percorso di coscienza di sé stessi.
L’intero album, d’altronde, parla di crescita, silenzi, riflessioni su vita e morte.

''Un artista deve non solo leggere il presente, ma offrire anche delle possibili visioni. Lo spaesamento c'è, ma in qualche modo è preso in braccio dalla collettività – afferma Dario - Musica, cinema, teatro sono chiavi di lettura per comprendere e trasformare il dolore''.