Morto Angelo Del Boca, lo storico che per primo ha smontato la favola degli “italiani brava gente”

Con i suoi libri lo studioso ha svelato e documentato i crimini di guerra del colonialismo e del fascismo in Libia e in Africa orientale. Fu partigiano, lo ricorda l'Anpi

Angelo del Boca in una video intervista ad Africa rivista

Angelo del Boca in una video intervista ad Africa rivista

redazione 7 luglio 2021
Angelo Del Boca, lo storico e giornalista che per primo ha smontato la favola degli “italiani brava gente” in Africa, è morto ieri a Torino. Era nato a Novara il 23 maggio 1925. Durante la guerra mondiale fu obbligato ad arruolarsi nella Repubblica sociale di Salò altrimenti suo padre veniva arrestato, appena gli fu possibile nel 1944 lasciò le forze fasciste e passò alle forze opposte, alla Resistenza, con Giustizia e Libertà. Ha insegnato all’università di Torino. 

Il suo operato resterà per il contributo alla storia e alla conoscenza. Del Boca è stato il primo studioso ad affrontare i capitoli più spinosi del colonialismo italiano in Libia e in Africa orientale e al suo uso di armi chimiche documentando crimini di guerra nelle guerre coloniali fasciste e attirandosi critiche feroci. Ha diretto la rivista di storia contemporanea “I sentieri della ricerca”. “Profondo dolore”, ha commentato l’Anpi, l’associazione dei partigiani. 

Del Boca ha lavorato ai giornali il Lavoratore di Novara, la Gazzetta del Popolo, il Giorno, lasciò il quel lavoro quotidiano nel 1981 per dedicarsi tutto agli studi. Era stato iscritto al Psiup, Partito socialista di unità proletaria, una delle formazioni a sinistra del Pci negli anni ’70. 

Con le sue ricerche documentate ha di fatto cambiato la consapevolezza del nostro passato.  Tra i suoi tanti volumi nel 2005 pubblicò “Italiani, brava gente?” riepiloga la storia dal 1861, da quando veniva combattuto e fu sconfitto il brigantaggio fino ai crimini in Libia e in Etiopia, la guerra d’occupazione nei Balcani, dove ricostruiva anche come la Repubblica di Salò collaborasse concretamente alle deportazioni che non erano opera solo del nazisti. Altri titoli sono i quattro volumi usciti a partire dal 1976 degli “Italiani in Africa Orientale”, i due tomi “Gli Italiani in Libia”, le biografie di Hailé Selassié e “Gheddafi. Una sfida dal deserto”. Nel 2015 dette alle stampe “Nella notte ci guidano le stelle: La mia storia partigiana”. I funerali si celebrano giovedì 8 luglio alle 10.30 nella parrocchia del Nazzareno a Torino.