Vendita dei cataloghi musicali: è la volta di Springsteen

Ha ceduto i suoi diritti d' autore alla "Sony music" per 500 milioni di dollari

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redazione Modifica articolo

17 Dicembre 2021 - 15.00


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Anche  Bruce Springsteen , come molti altri artisti, ha da qualche giorno ceduto i diritti del suo intero catalogo alla Sony Music per circa 500 milioni di dollari. La vendita include sia le 330 canzoni incise ma anche il lavoro come autore.

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L’insieme di testi è passato alla Sony dopo che l’artista, a seguito della collaborazione con la Columbia Records – oggi appartenente anch’essa alla Sony – iniziata  nel ’72, aveva acquisito in una revisione del suo contratto negli anni Novanta i diritti delle sue opere.

 

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Fino a pochi anni fa quella di vendere i diritti delle proprie canzoni alle grandi Major era una pratica vista non di buon occhio, ma il trend sta cambiando nel corso degli  anni, infatti  tanti grandi nomi della scena musicale hanno ceduto per intero i proventi dei propri album alle case discografiche. Ha ad esempio fatto altrettanto Neil Young, che ha venduto metà del suo catalogo per 150 milioni di dollari, affermando: “Il tempo passa. Devo pensare ai miei figli”.

Altra cessione record è stata quella di Bob Dylan, che lo scorso dicembre ha ceduto anch’esso i diritti del proprio catalogo per ben 400 milioni di dollari alla Universal Music. Seguono Paul Simon, ha venduto i suoi diritti sempre alla Sony, o Tina Turner e Mick Fleetwood dei Fleetwood Mac, che si sono accordati con la Bmg. Sta pensando di fare altrettanto anche la regina del country Dolly Parton, mentre a settembre i media hanno diffuso l’accordo per i diritti globali della musica di Bowie stretto tra gli eredi del Duca Bianco e la Warner Music.

 

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Aiutato dal proprio manager Jon Landau, Springsteen si è dimostrato essere non solo artista ma anche uomo d’affari, con profitti che negli ultimi cinquant’anni hanno toccato i 65 milioni di dischi venduti solo negli USA, mentre secondo il periodico Variety il suo catalogo musicale genera profitti per circa 15 milioni l’anno a cui vanno aggiunti i 7,5 milioni di dollari derivanti da quello editoriale.

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