I portici di Bologna patrimonio dell’Unesco

Non solo il capoluogo emiliano ma riconoscimenti anche per Firenze e per i parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino

I portici di Bologna patrimonio dell’Unesco
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29 Luglio 2021 - 15.58


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Arriva il riconoscimento dall’Unesco per i portici di Bologna. L’Unesco ha accettato la candidatura alla quale il Comune e la città hanno lavorato per anni. Il titolo vale per 62 km di portici, 42 dei quali nell’area del centro storico, riconosciuti come patrimonio dell’umanità non tanto dal punto di vista architettonico, ma anche da quello sociale. “è la città che si fa casa e la casa che si fa città”, ha detto il cardinale Matteo Zuppi, bolognese d’adozione, esprimendo la sua gioia per il riconoscimento dell’Unesco. Paragonati da Francesco Guccini alle cosce di una mamma che culla i suoi figli, nascono nel medioevo come un modo per ampliare le abitazioni ai piani alti. I portici bolognesi sono un immenso spazio privato messo a disposizione del pubblico che accoglie e dove si cammina insieme permettendo di girare per la città senza ombrello quando piove, ma anche di trovare più facilmente un giaciglio per chi una casa non ce l’ha. I portici accompagnano l’ascesa al santuario della Madonna di San Luca e richiedono l’impegno dei privati per la sua manutenzione, a volte, in città, al centro delle polemiche. 
“Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento” ha dichiarato con orgoglio il sindaco Virginio Merola, che con questo riconoscimento conclude di fatto i suoi dieci anni di mandato. Nel dossier Unesco le punte di diamante sono state, oltre a San Luca, il vastissimo portico dei Servi dove si svolge il tradizionale mercatino di Natale, ma anche i portici più moderni come quello nel quartiere periferico della Barca, dove l’edilizia popolare ha scelto di replicare il modello dei portici, anche per sottolineare il radicamento di questo elemento architettonico nell’anima più intima della città. 
Dalla a 44/a sessione del Comitato del patrimonio mondiale svoltasi online da Fuzhou (Cina) sono arrivati anche altri riconoscimenti per l’Italia. A Firenze il cui centro storico è inserito nella lista dei patrimoni fin dal 1982, uno dei primi in Italia. Oggi il perimetro si amplia e arriva a comprendere anche l’Abbazia di San Miniato, la Chiesa di San Salvatore al Monte, le Rampe, il Piazzale Michelangelo, il Giardino delle Rose e quello dell’Iris. Il secondo, oltre 8.000 ettari di foreste italiane, con il riconoscimento dei caratteri ecologici peculiari di ulteriori faggete vetuste mediterranee nei parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino. 
 
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