Il Pulitzer a Darnella Frezier: filmò con il cellulare la morte di George Floyd

Tra i vincitori di questa edizione Darnella Frezier. Il premio anche allo Star Tribune di Minneapolis per la loro precisione sul caso di George Floyd e al Boston Globe

Il Pulitzer a Darnella Frezier: filmò con il cellulare la morte di George Floyd
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12 Giugno 2021 - 17.53


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L’ultimo anno è stato difficile, complicato e rivoluzionario: la pandemia, la morte di George Floyd, le rivolte conosciute con il titolo ”Black Lives Matter”.  Ora, con l’assegnazione dei premi Pulitzer, è arrivato il momento dei riconoscimenti a chi, in particolar modo, ha saputo rappresentare questa cruda realtà.

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Le premiazioni iniziano con le fotografie della Associated Press, a partire da quelle che rappresentano i disordini e le manifestazioni in America, all’immagine simbolo dell’abbraccio con le protezioni in plastica tra due anziani. Per le categorie libri invece, tra i vincitori troviamo: per la fiction, ”The Night Watchman” di Louise Erdrich, la quale raccomta in un romanzo le lotte dei nativi americani nel 1950; per i drammi ”The Hot Wing King” di Katori Hall una storia con una vena umoristica sulla mascolinità black attraverso l’esperienza di vita di una coppia gay che si prepara ad una competizione culinaria. Seguendo, per la storia Franchise, a vincere è ”The Golden Arches in Black America” di Marcia Chatelain, che narra di come la lotta per i diritti civili si sia scontrata con il destino delle imprese nere del fast food; per le biografie troviamo ”The Dead Are Arising: The Life of Malcolm X” di the late Les Payne e Tamara Payne. Per la poesia la vittoria va a ‘’Postcolonial Love Poem’’ di Natalie Diaz, per la non fiction il premio è stato assegnato a ”Wilmington’s Lie: The Murderous Coup of 1898 and the Rise of White Supremacy” di David Zucchino ed infine, per la musica ”Stride” di Tania León. 

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Per quanto concerne le categorie giornalistiche, il New York Times vince il premio per l’impegno e la copertura da ”servizio pubblico” rispetto il tema centrale della pandemia globale e le lotte contro il razzismo sistemico americano, riuscendo a schivare le false notizie e dare il giusto peso alle tante notizie imprecise. Tutti meriti e riconoscimenti confermati anche da Mindy Marques e Stephen Engelberg, presidenti dell’organizzazione che assegna i Pulitzer dalla Colombia University, i quali hanno affermato l’importanza ed il ruolo cruciale dell’informazione per la democrazia.  

Ma non solo, nell’ambito giornalistico i premi sono andati anche allo Star Tribune di Minneapolis in merito alla precisione sulla questione George Floyd e al Boston Globe per l’investigazione sulle mancate informazioni dei governi statali sui conducenti di camion pericolosi. Andrew Chung, Lawrence Hurley, Andrea Januta, Jaimi Dowdell, Jackie Botts e Ed Yong invece, hanno vinto per: Explanatory Reporting, Staffs of The Marshall Project, AL.com, Birmingham, IndyStar, Indianapolis. Ancora, l’Invisible Institute di Chicago ha vinto, grazie ad una lunga inchiesta sulle unità K-9 e sui danni dei cani poliziotto, la categoria ”National Reporter”. Mentre per ”International Reporting” a vincere sono stati Megha Rajagopalan, Alison Killing e Christo Buschek della testata giornalistica BuzzFeed News di New York, svelando al mondo una nuova infrastruttura costruita dal governo cinese per la detenzione di massa dei musulmani. 

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La tragica vicenda che ha visto protagonista George Floyd, ha fatto emergere la potenza ed il valore dei cittadini-reporter per documentare fatti ed eventi che altrimenti non avrebbero avuto modo di emergere. Proprio su questa scia va il riconoscimento speciale a Darnella Frazier, la giovane ragazza di  diciotto anni che è riuscita a filmare la morte di Floyd causata dal poliziotto bianco di Minneapolis. 

C. A

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