Dove fu rinchiuso Aldo Moro? Un museo ricrea la sua prigione

Il Maxxi di Roma propone la riproduzione della piccola cella dove i brigatisti rossi tennero prigioniero il presidente Dc prima di massacrarlo

Dove fu rinchiuso Aldo Moro? Un museo ricrea la sua prigione
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redazione Modifica articolo

12 Marzo 2018 - 15.26


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La mattina del 16 marzo 1978 Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, fu rapito dalle Brigate Rosse con un attacco di fuoco dove uccisero i due carabinieri e i tre poliziotti di scorta. Il rapimento durò 55 giorni, il 9 maggio fu trovato il cadavere non lontano dalle sedi nazionali della Dc e del Partito comunista italiano, sull’intera vicenda, le finalità, la morte di Moro, se lo Stato fece di tutto per salvarlo o no, se ci provò o meno, restano moltissime ombre e molte risposte mancano ancora. Parte dei servizi segreti sapeva dov’era rinchiuso Moro e non volle liberarlo? La P2 fu coinvolta? Fu tutto opera solo e soltanto delle Brigate Rosse? Il rapimento avvenne nel giorno in cui veniva sancito un appoggio del Pci  voluto daMoro come lui stesso ricordò in una delle sue lettere.

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Per i 40 anni da quella strage in via via Fani a Roma il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha deciso di ricordare Aldo Moro con l’opera di un artista: Francesco Arena ha riprodotto in 3,24 mq le dimensioni reali della prigione dello statista, lo spazio nel quale Moro fu tenuto prigioniero per buona parte di quei 55 giorni. Il museo espone la replica 1:1 della angusta cella fino al 9 maggio, il giorno in cui vi ritrovato il corpo in un’auto, nella galleria che ospita la collezione permanente con ingresso libero dal martedì al venerdì.
Durante i 55 giorni di esposizione (pari a quelli della prigionia) il Maxi organizza incontri con storici, studiosi, giornalisti, scrittori.

www.maxxi.art

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