All'Aquila con gli "ultimi del mondo": "The last Twenty" dà voce ai problemi dei paesi più poveri

E' partita stamani la manifestazione sui paesi più ignorati con rappresentanti dall'Afghanistan alla Somalia e moltissimi giovani. Tra gli obiettivi redigere un documento da consegnare ai potenti della terra

Logo della manifestazione

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Redazione 17 settembre 2021

di Manuela Ballo

 

Nell'aula magna dell'Aquila, con le parole del Rettore Edoardo Alesse e con quelle dei rappresentanti delle molte organizzazioni che hanno voluto questo incontro, sono iniziate stamani, 17 settembre, le iniziative di "The Last Twenty". L’obiettivo finale è quello di far avere al summit dei G20, i Paesi più ricchi e potenti del mondo, che si terrà a Roma dal 30 al 31 ottobre, un documento per il futuro del pianeta che è visto con gli occhi degli “ultimi”. Sono i paesi più poveri. I dati della Nazioni Unite lo dimostrano in maniera inequivocabile: sia per reddito pro capite, sia per qualità della vita, sia per le condizioni socio sanitarie, sia perché impoveriti da sfruttamento coloniale, guerre e conflitti etnici e  catastrofi climatiche.

 

L' incontro  è stato fortemente voluto da associazioni, Ong, movimenti sociali, in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana, le diocesi e le istituzioni locali.
Si discuterà davvero, in queste giornate, affrontando, a più voci, gli argomenti che sono alla base di queste condizioni e i concreti suggerimenti per superarli. Decisiva è la presenza dei molti giovani e delle competenze esistenti sia in Italia che nei paesi che compongono l'elenco di “The Last Twenty".

 

Nella prima giornata è emersa subito l'impronta di fondo che ispira l’ intera iniziativa: il principio di prossimità come possibile alternativa per superare distanze e disuguaglianze. Si parlerà poi, nei molti confronti previsti, della connessione tra diritto all'istruzione, diritto alla salute e accesso alle infrastrutture. Si proseguirà poi affrontando i temi della cultura,  visti sia nella dimensione dell'eccellenza che considerandola come cura comune dei beni. E ancora:  saranno affrontati i temi della fraternità e dell'amicizia sociale, del diritto alla bellezza e al turismo.

 

Impossibile elencare i nomi delle centinaia di relatori che parteciperanno a questo intenso confronto,  tra i  presenti da segnalare Monsignor Sanchez, sottosegretario pontificio Consiglio della Cultura Vaticano, il senatore Vincenzo Margiotta, segretario generale Presidenza del Senato della Repubblica, il Rabbino di Vicenza e Verona, Umberto Piperno, l'Imam Nader Akkad della Grande Moschea di Roma, Francesco Barone portavoce di Denis Mukwege Nobel per la Pace 2018,  Godwin Chukwu presidente della Federazione delle Diaspore africane, Suor Elvira Tutolo, missionaria di Termoli nella Repubblica Centrafricana. Insieme ai moltissimi giovani  e ai rappresentanti di 19 Paesi: dall'Afghanistan al Burkina Faso, Libano, Malawi, Mozambico, Somalia, Yemen.
Domani, 18 settembre, nella cattedrale di Sulmona si terranno due tavoli tematici: "Comunicazione e Design: inclusione sociale. L'accessibilità come principio universale" e "Economia circolare e sviluppo sociale. Promozione di dialoghi sulla Pace e sui diritti umani ai giovani"; saranno presenti il vescovo Monsignor Michele Fusco e il sindaco, Anna Maria Casini.

 

Le giornate in Abruzzo e Molise - il cui focus è il dialogo interculturale e interreligioso e la nuova economia per un’ecologia integrale-  vengono dopo gli appuntamenti che si sono già svolti a Reggio Calabria ( dal 22 al 25 luglio) e Roma (dal 10 al 12 settembre ) e precedono l'elaborazione finale che sarà steso nell'incontro finale che si terrà a Santa Maria di Leuca.