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Inaugurato un nuovo Parco Archeo Natura con palafitte nel Trentino

Nell’area torbiera di Fiavè sorge in un sito palafitticolo preistorico ed è già bene patrimonio dell’Unesco

Inaugurato un nuovo Parco Archeo Natura con palafitte nel Trentino
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27 Giugno 2021 - 12.57


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Ieri la Provincia autonoma di Trento ha inaugurato e dato il via alle visite per il nuovo Parco Archeo Natura, un capolavoro dell’archeologia mondiale che finalmente si mostra al pubblico. Il parco si trova nell’area dell’antica torbiera di Fiavè: il sito palafitticolo preistorico era già stato riconosciuto come patrimonio mondiale dall’Unesco. Risalente a 4 mila anni fa quest’area sorge sulle rive di quello che era il lago di origine glaciale Carera, nelle Valli Giudicarie, situato nel territorio trentino sopra il bacino del Garda.

Il nuovo parco riporta a grandezza naturale le già ben illustrate esposizioni nel Museo Palafitte Fiavè e permette di includere in modo armonico in un unico percorso il sito archeologico; mentre su uno specchio d’acqua ottenuto dalla rinaturalizzazione di un impianto di piscicoltura viene inserita la raffigurazione di un villaggio dell’età del bronzo, circondato da palizzate, ricavato dai dati di scavo dei massici resti palafitticoli nella torbiera.

Per i lavori di creazione del Parco sono serviti 4 anni, compresa la pausa dovuta alla pandemia. Nella costruzione si è seguito il percorso studiato dall’archeologo e soprintendente per i beni culturali della Provincia di Trento Franco Marzatico e ideato basandosi sugli scavi effettuati nell’antica torbiera dagli anni Sessanta da Renato Pierini. L’area di 12mila mq dove è stato riprodotto l’insediamento palafitticolo lacustre si raggiunge senza difficoltà da Fiavè passando per i campi del biotipo e percorrendo un’incantevole passerella nell’antica torbiera. Le palafitte di Fiavè sono uno fra i più famosi e scenografici insediamenti della preistoria e questa installazione fa “apprezzare un patrimonio che, al di là dei manufatti mobili esposti nel Museo, è inaccessibile in quanto i pali delle spettacolari fondazioni sono sommersi nei bacini formati dagli scavi colmi d’acqua e così debbono restare per garantirne la conservazione” spiega il soprintendente Marzatico all’Ansa. Visitando il villaggio, continua l’archeologo, si impara quale vita venisse condotta in questo lontano angolo di mondo, cosa venisse prodotto e consumato. La torbiera è protetta come Riserva naturale provinciale, spazio che è fiore all’occhiello delle Valli Giudicarie e selezionata come Zona Speciale di Conservazione dall’Unione Euroepa e contenuta nella Riserva di Biosfera Unesco Alpi Ledrensi e Judicaria.

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