Renato Zero è d’accordo con il Papa sulle coppie gay e lancia un appello per autotassarsi

Esce il secondo dei tre dischi pensati per celebrare i 70 anni dell’artista. Che propone ai colleghi di sostenere i lavoratori dello spettacolo che sono a terra

Renato Zero

Renato Zero

redazione 30 ottobre 2020

di M.B

 

Siamo al secondo dei tre dischi di “Zerosettanta”, l’opera voluta dal cantante per celebrare i suoi 70 anni. Esce proprio in queste ore. È passato appena un mese dalla pubblicazione del primo album che ha avuto un grande riscontro non solo tra i suoi fedelissimi, i sorcini, ma anche tra i molti cultori della musica d’autore. Renato Zero così concepisce il progetto da lui fortemente voluto: "Tre album che mi rappresentano, ci sono le ballad, una strizzata d'occhio al rock e la voglia di rispolverare canzoni di protesta perché noi artisti abbiamo il dovere di esprimerci ed esporci anche per il pubblico che magari non ha l'opportunità di mostrare le proprie ragioni.

 

Un impegno che ho assunto da quel lontano 1973 quando iniziai il mio presidio nella musica".

L’artista romano non solo canta i suoi capolavori ma, com’è nel suo carattere, non si tira indietro nel dire ciò che pensa dei fatti di questi giorni. Il mondo cambia e la sua sensibilità gli permette di cogliere questi mutamenti e di rilasciare dichiarazioni sui temi del mondo d’oggi.  Partendo dalle rilevanti dichiarazioni di Papa Francesco sull’omosessualità: “Non si può non essere d'accordo con l'apertura del Papa alle unioni delle coppie gay. Non voglio che accada più per nessuno, come è successo a me, che ti vengano fatte le risonanze magnetiche per capire cosa hai nelle mutande. C'è bisogno di grande rispetto verso queste persone e verso noi stessi.

 

Dobbiamo essere in grado di comprendere che il mondo si modifica continuamente e le esigenze dell'umanità si differenziano. Non possiamo dare per scontato nulla e anzi dobbiamo essere sempre comprensivi e tolleranti con tutti".

Renato Zero dedica, poi, molta attenzione, nelle dichiarazioni rilasciate a più agenzie, a come il mondo dello spettacolo è costretto a vivere al tempo dei Covid, polemizzando apertamente con chi afferma che la “Cultura non dà mangiare” e lancia un appello: "Mi rivolgo ai miei colleghi: per superare questo guado bisognerebbe autotassarci, elargire una percentuale sugli incassi a copertura di certe sofferenze".

 

Lo stesso artista aiuterà il suo staff, destinando una parte dei ricavi delle vendite dell'album Zerosettanta. E con naturalezza nelle sue osservazioni critiche non risparmia neanche il governo: “Noi italiani abbiamo dimostrato col Covid di essere all'altezza di comprenderne la gravità e assumerci le nostre responsabilità, cambiando quasi totalmente le nostre abitudini, a discapito di una libertà che pensavamo di avere conquistato definitivamente e invece ce la siamo vista scippare da un virus, e dal fatto che non ci siamo preparati a prevenirlo. Oggi è scandaloso che il governo non sia stato in grado di prepararsi a questa seconda ondata, con efficacia definitiva e tangibile verso i lavoratori''.