Più democrazia o più diseguaglianze: decidiamo noi il futuro post-virus

Una nuova rassegna a Roma: “Insieme”, su libri, racconti e autori. Si parla di virus con De Marzo, Quammen, Harari, Giordano e altri. Don Ciotti: il Covid prova che “il liberismo è insostenibile”

Murale sul coronavirus da Pixabay

Murale sul coronavirus da Pixabay

redazione 1 ottobre 2020
A Roma da oggi primo ottobre fino a domenica 4 si tiene per la prima volta “Insieme Festival”, manifestazione che raccoglie tre manifestazioni storiche intorno ai libri, agli editori e agli scrittori della capitale azzoppate dagli effetti del Coronavirus: “Letterature”, “Libri come”, “Più libri più liberi”. Una iniziativa coraggiosa, che dimostra caparbietà e una benefica volontà di confronto culturale. E meritoria perché unisce forze valide invece di dilapidare energie.
Gli appuntamenti si dislocano in più luoghi, dalla Basilica di Massenzio all’Auditorium Parco della Musica al Palatino; per il calendario vi rimandiamo sotto al link al sito e tra i tanti argomenti affrontati un ruolo in prima fila lo guadagna la pandemia, con i suoi effetti politici, sulla salute di tutti, psicologici, culturali. Vediamo allora alcuni incontri che affrontano il tema, talvolta in occasione di un libro.

Venerdì 2 alle 11 al Teatro Studio Borgna all’Auditorium Giuseppe De Marzo presenta il suo “Radical choc. Diritto alla salute, collasso climatico e biodiversità” (Castelvecchi Editore, pp. 80, euro 10) con Marco Damilano direttore dell’Espresso. L’autore è responsabile per le politiche sociali dell’associazione Libera e coordinatore della Rete dei Numeri Pari. Scrive tra l’altro nella prefazione don Ciotti: «Nonostante i 40.000 chilometri di filo spinato e muri costruiti negli ultimi anni, il Covid-19 ha oltrepassato confini e barriere con gran velocità. Hanno parlato di “nemico invisibile”, di “guerra”, nascondendo l'origine del problema e le responsabilità che ne derivano. Spostare l'attenzione, costruire nemici da dare in pasto agli elettori è una delle forme più vecchie e banali, ma ancora efficaci, di manipolazione politica. Può aver funzionato in passato, ma oggi il virus mette tutti spalle al muro. Non siamo in presenza di una guerra e il Covid non è un nemico invisibile inaspettato: da molti anni si parla della minaccia di nuovi virus, conseguenze dirette del collasso climatico e della perdita di biodiversità. Sembra che le vecchie basi scientifiche e filosofiche su cui poggia la nostra modernità non siano più in grado di affrontare le sfide che abbiamo di fronte: l'insostenibilità sociale, ambientale ed ecologica del liberismo. La storia insegna che a volte i grandi mutamenti epocali sono positivi; altre volte portano una maggiore concentrazione della ricchezza e del potere, a una crescita delle disuguaglianze e un peggioramento delle forme della democrazia. Cosa preferiamo per il nostro futuro?» «Nulla è ancora deciso per sempre. Dipende da noi e dalle nostre capacità di scegliere di quale cambiamento vogliamo fare parte. Il Covid-19 ha aperto una breccia dolorosissima che ci mette di fronte a un bivio, perché conseguenza delle nostre azioni. La scelta che faremo determinerà che tipo di nuovo inizio costruiremo», annota De Marzo, economista e scrittore che ha lavorato per anni con i movimenti sociali latinoamericani al fianco delle popolazioni indigene e rurali.

Sabato 3 alla Sala Ospiti all’Auditorium - Parco della Musica alle 13.30 Giacomo Bottos, Elena Granaglia, Mario Ricciardi e Marco Simoni parlano de “L’Italia e la pandemia” in un incontro organizzato dalla Rivista Il Mulino e da Pandora Rivista.

Ancora sabato 3, al Palatino in via di San Gregorio 30, alle 18.30 nell’appuntamento “Scienza e coscienza. Progettare il futuro” parlano David Quammen, Licia Troisi, Emanuele Coccia, Yari Selvetella, Awam Amkpa e Giacomo Cossi. Quammen, giusto per rammentarlo, è il giornalista e divulgatore scientifico autore di “Spillover”, il saggio che ci racconta come e perché i virus si propagano così tanto e così velocemente nella nostra era partendo da un dato di fatto: noi umani abbiamo invaso territori naturali rompendo equilibri e gli effetti delle devastazioni ricadono sul genere umano.

Sempre sabato 3 alle 21 nella stessa Sala Ospiti al Parco della Musica, in un incontro già tutto esaurito, Rocco Bellantone e Luciano Tirinnanzi presentano “Storie di resistenza al virus” (autori vari, Paesi Edizioni, pp. 224, euro 16): tredici brevi racconti che hanno partecipato al concorso #ioscrivoacasa, ideato durante il lockdown nel contesto di #iorestoacasa, promosso dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Tredici storie inedite intorno alla quarantena.

Infine domenica 4 Ottobre alla Sala Petrassi dell’Auditorium, in un appuntamento tutto esaurito in sala ma che viene trasmesso in diretta online, sotto il titolo “Il coraggio e la cura” si ritrovano Yuval Noah Harari, saggista e professore israeliano, e Paolo Giordano, romanziere che. Conduce Marino Sinibaldi, direttore di Radio3. Harari, storico, è autore tra l’altro di un volume che ha avuto diffusione mondiale, “Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità” (Bompiani, 2015, pp. 533 p., euro 21,20). Un saggio che l’editore riassume così: «Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l'Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. "Da animali a dèi" spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi». Giordano, oltre che autore del romanzo “Solitudine dei numeri primi”, è fisico di formazione e combinando capacità letteraria e capacità analitica dello scienziato ha riservato acute riflessioni sulla pandemia (e sui numeri connessi al contagio) su testate come La Lettura e il Corriere della Sera.

Nota finale: curano “Insieme Festival” Silvia Barbagallo, Andrea Cusumano, Michele De Mieri, Lea Iandiorio, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi.

Il sito di Insieme Festival