Orientarsi per l’università: con il Coronavirus il dialogo trasloca online

Oltre alla didattica a distanza la rete genera percorsi inediti rispetto alle giornate di orientamento: Gianluigi Fioriglio di Modena e Reggio Emilia riporta le strategie di vari atenei. Con i link

Una bussola

Una bussola

redazione 1 aprile 2020
L’emergenza da Coronavirus ha cambiato molto, almeno per ora, l’istruzione. Qui Gianluigi Fioriglio dell’Officina informatica Crid dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Crid sta per Centro di ricerca interdipartimentale su discriminazioni e vulnerabilità) racconta come hanno reagito rapidamente il suo e altri atenei e hanno arricchito il dialogo in rete. Questo intervento segue l’indagine sulla didattica a distanza dei docenti universitari di storia dell’arte (clicca qui) e, per le scuole superiori, le testimonianze di tre prof: Annalisa Filonzi da Jesi (clicca qui), Paola Gherardi da Prato (clicca qui), Antonio Salvati da Roma (clicca qui).

di Gianluigi Fioriglio

Nell’attuale contesto di emergenza, le reti telematiche e gli strumenti informatici permettono di superare l’impossibilità di mettere in contatto persone e istituzioni dovuta al distanziamento sociale che, opportunamente, viene imposto – per quanto con rilevanti eccezioni che andrebbero prese in esame – al fine di contenere la diffusione del Coronavirus.
I mondi del lavoro cercano di adattarsi, ove possibile, a questa nuova sfida: basti pensare allo smart working, che ha trovato comunque impreparate non solo molte realtà pubbliche e private ma anche i fornitori dei servizi informatici (lo stesso cloud computing mostra i suoi limiti, derivanti dal fatto che è pur sempre basato su strutture materiali); in molti casi, è inoltre difficile conciliare il lavoro agile con altre esigenze, in particolare quelle familiari.

Il mondo accademico ha reagito con forza per garantire la continuità dei propri servizi: ad esempio, si è diffuso in tempi brevi il ricorso alla didattica a distanza, con anche i primi casi di sessioni di laurea in via telematica; si stanno potenziando gli strumenti già prima disponibili per l’accesso da remoto alle banche dati; si sono svolti i primi esami non in presenza, ecc.
Il panorama si è ulteriormente arricchito anche su un versante in espansione negli ultimi anni quale quello dell’attività universitaria per l’orientamento rispetto a studenti e studentesse della scuola secondaria.
Significativo è, in proposito, il caso dell’Emilia-Romagna, uno dei contesti territoriali, dopo la Lombardia, più colpiti dalla pandemia.

Sfuma la classica giornata di orientamento per l’università
Negli anni si era consolidata, come in altre parti del paese, la prassi dell’evento di un’intera giornata in fiera, ove alcune migliaia di studenti e studentesse si recavano per ricevere informazioni utili ed entrare in contatto con docenti e servizi organizzativi.
Il contesto determinato dal Coronavirus ha reso impossibili queste modalità e, con sorprendente tempismo, gli atenei hanno messo a punto in poche settimane forme diverse per consentire un contatto diretto fra studenti e studentesse alla ricerca di indicazioni per il loro futuro formativo e professionale e possibilità offerte dal sistema universitario.
Fra le prime iniziative realizzate c’è quella dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore), che ha messo a punto una nuova modalità di orientamento che, dopo essere stata lanciata il 25 marzo scorso (clicca qui), si caratterizza come continuativa e cooperativa, nel solco di una tradizione culturale ancora radicata in questi territori.
A breve altre università emiliane attueranno lo stesso approccio, Parma dal 2 aprile (clicca qui) e Bologna il 14 e 15 maggio (clicca qui), ma è immaginabile che anche in altre regioni si adottino o si adotteranno iniziative analoghe; alcuni percorsi erano stati del resto già messi a punto prima dell’emergenza (ad esempio, Milano Statale (clicca qui), e Padova, che ha incrementato il proprio servizio online: (clicca qui).
In particolare l’esperienza di Unimore prevede un ampio box-orientamento dedicato presente sulla homepage del sito web di Ateneo ove sono raccolti i video di presentazione e le principali informazioni sui corsi di laurea, con la possibilità di consultare la guida di ogni dipartimento e di contattare i rispettivi delegati e delegate all’orientamento (clicca qui), nonché di indicare i propri dati per ricevere futuri aggiornamenti, compilando un apposito form.

Aiutare gli studenti a trovare il proprio percorso
Quella a cui si tende è l’instaurazione di una comunicazione bidirezionale fra l’ateneo e i potenziali studenti e studentesse, che vengono aiutati nel valutare più precisamente il loro futuro percorso universitario. A una maggiore attenzione in questa di valutazione rispetto all’avvio del percorso universitario – così spiegano da Unimore – potrà conseguire un minor numero di abbandoni.
Significativo, in un’ottica di massima apertura, appare l’apposito spazio dedicato anche all’illustrazione delle attività di inclusione messe in atto dall’Ateneo rispetto alle persone con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento.
I contenuti, viene spiegato nei video di presentazione, saranno periodicamente ampliati e aggiornati sino a tutto il mese di luglio.
Il fatto che ciò non richieda strumenti informatici particolarmente evoluti, è sufficiente uno smartphone connesso a Internet, mostra alcune potenzialità certamente interessanti di questo tipo iniziative inedite.

Didattica a distanza e diritto allo studio per tutti
Ciò non deve tuttavia oscurare – specie se si guarda ad un sistema che intende dare risposte ai diversi bisogni – la necessità di intensificare gli sforzi contro il divario digitale per evitare discriminazioni anche sotto questo profilo. Più in generale, la fase in cui siamo immersi sta mostrando in concreto quanto la didattica a distanza, in particolare, richieda sia connessioni sia dispositivi idonei e non garantirli significa non garantire un principio costituzionale fondamentale quale è il diritto allo studio: si veda in proposito, a titolo esemplificativo, alcuni contributi recenti come quello di Andrea Mulas (clicca qui) e di Lorenzo Giorgi (clicca qui) .

L’interrogativo resta: scaturiranno relazioni solide e durature?
Di certo l’esperienza maturata lascerà un segno profondo nelle modalità di relazione e sarà interessante vedere se gli atenei punteranno ad abbinare alle iniziative in presenza gli strumenti di “orientamento continuo” on line (caratterizzato da un percorso dinamico e in progressivo e costante aggiornamento) o se passeranno ad un modello esclusivamente telematico.
Quel che è certo è il fatto che, nell’attuale fase, è la rete a consentire l’avvio di un dialogo tra mondi che si cercano e per così dire ‘studiano’ – studenti e istituzioni universitarie, appunto – e che, per quanto a distanza, consente l’avvio di un contatto.
Che tutto questo possa far scaturire relazioni solide e durature è l’interrogativo che resta aperto.