Magrelli: «L’incendio alla “Pecora elettrica”? Ricordiamoci del rogo nazista di libri»

Il poeta, traduttore e insegnante romano: «Queste librerie sono fortezze. Al clima aggressivo bisogna replicare con i libri e tempestività. Ma anche la sinistra ha responsabilità»

Il rogo nazista dei libri del 1933. Fonte: Wikipedia

Il rogo nazista dei libri del 1933. Fonte: Wikipedia

redazione 7 novembre 2019
Stefano Miliani

Bruciano le librerie? Bruciano la Pecora elettrica a Roma? «La prima risposta che mi viene in mente è suggerire un libro bellissimo che tanti anni fa recensii su l’Unità: I roghi dei libri di Leo Löwenthal pubblicato allora dal Melangolo. Alludeva alla notte nazista del 1933. Sarebbe bellissimo reagire ai roghi dei libri leggendone uno che ne parla: è un piccolo volume acutissimo».
Valerio Magrelli è poeta, è romano, è critico letterario, traduttore, insegna, è dichiaratamente «di sinistra, anzi estrema, ho votato Potere al Popolo»: ha ben presente l’attacco incendiario alla libreria di Centocelle. Alle fiamme contro i libri e il pensiero il poeta incita a reagire con le parole scritte nel breve pamphlet del sociologo tedesco naturalizzato americano (1900-1993) che fu testimone diretto del rogo nazista: stampatonel 1991 dalla casa editrice genovese, ha appena ripubblicato quel testo la Treccani con un saggio di Giuseppe Montesano (Treccani Libri Voci, pp. 53, € 10,00). «E poi richiamerei un’altra iniziativa», aggiunge Magrelli che definì Roma «stritolata e claustrofobica» nella prosa Terranera inserita nella gran bella e variegata raccolta Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi, pp. 320, € 17,00).
Ah, tanto per insistere con i libri a chi li vuole in cenere, non guasterà ricordare che il nome della libreria rinvia al romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick dal quale Ridley Scott ha tratto il film Blade Runner.

Qual è l’altra iniziativa?
L’editore Laterza chiamò una serie di letture e incontri “presidi dei libri”.

Come vede il ruolo della Pecora Elettrica a Centocelle?
Vedo queste librerie come fortezze in terra ostile, in terra nemica: è ovvio che non si tratta solo di questo ma un quartiere è fatto al 99% da persone indifferenti.

Al di là di chi siano gli autori materiali, non è che il linguaggio aggressivo se non violento di certa politica istiga ad attaccare i luoghi di cultura?
Non c’è dubbio: è evidente che si tratta di derive e voglio sperare un politico di destra non appoggi mai un attacco del genere.

Ma c’è un clima di aggressività diffuso.
Sì, è qualcosa di regressivo. Quando scrissi Il commissario Magrelli (Einaudi, pp. 80, € 15,00, ndr) pronunciai una parola che mi fece litigare con tanti: dissi “qualcuno tocchi Caino, non nessuno tocchi caino”. Invece no, bisogna toccare Caino. Seguo il calcio e c’era ieri un’intervista a Bobo Vieri, persona molto simpatica. Hanno cominciato a chiedergli dei buu razzisti e lui ha detto basta: se vuoi far finire quei cori metti in galera chi li grida, li squalifichi a vita. È inutile parlarne se poi li condanniamo a un euro di multa. Lo stesso ha detto Mario Balotelli: in Gran Bretagna i cori sono finiti così. Con risposte che sono sanzioni vere, si chiama pena. È la mia posizione. Sono di sinistra, anzi estrema avendo votato Potere al Popolo. Ciononostante è evidente che il razzismo è il correlativo oggettivo del rogo dei libri. Metti in galera chi li compie. Certo, la galera dovrebbe essere umana e lo Stato dovrebbe come primo punto investire affinché siano luoghi di recupero sociali, ma lì deve finire questa gente quando compie dei reati.

Anche certi politici che parlano di “professoroni” con tono sprezzante danno un contributo a quel clima?
Certo, è molto vicino all’atteggiamento nazista. Io insegno e insegno il pensiero critico perché il pensiero è critica. Come mai la sinistra per prima ha contribuito alla scuola privata e a smantellare la scuola pubblica? È di una gravità inaudita. Sono contrario alle scuole private per legge, non dovrebbero esistere: la scuola pubblica e la sanità pubblica sono la meta più alta raggiunta dall’homo sapiens. Smantellandole la sinistra ha tradito sé stessa: tutto va investito nella scuola e sanità pubblica, non si può violare questa missione. È vero, ora il clima è orribile. Perciò mi piacerebbe avere come testimonial Balotelli e Bobo Vieri: loro dicono semplicemente “agiamo”. Se non si agisce è inutile far dibattito. Quando Tavecchio a capo della Federazione Calcio italiana nel 2014 parlò di calciatori stranieri e “banane” («Opti Poba è venuto qua che prima mangiava le banane, adesso è titolare della Lazio», disse inventando il nome ma riferendosi chiaramente ai giocatori di origine africana, ndr) andava radiato e mandato per un anno ai servizi di sociali: sarebbe stato un atto significativo e istruttivo per i giovani.

Riguardo alla libreria delle Pecore elettriche c’è stata reazione: è importante agire subito?
La tempestività è fondamentale, sono azioni inaccettabili.