Il prete di SantʼEustachio: «Nel Vangelo il "prossimo tuo" è lʼaltro prima di te»

Don Pietro Sigurani a Roma, che ha creato una mensa dei poveri in chiesa, confuta il ministro Fontana sulle Sacre Scritture: "Il messaggio di Gesù è chiaro, torni al catechismo"

Un bambino in lacrime

Un bambino in lacrime

redazione 26 febbraio 2019
di Stefano Miliani

Leggono davvero il Vangelo? Non lo distorcono a proprio uso e consumo elettorale, politici come il ministro leghista della famiglia Lorenzo Fontana quando nel detto "ama il prossimo tuo"leggono unʼesortazione a occuparsi di chi è vicino e a mettere in secondo piano i migranti celando, neanche troppo, la volontà di cacciarli via? Non sovvertono il messaggio delle Sacre scritture e della religione in cui dicono di credere? Dovrebbero andare «a lezione di quel catechismo» che citano, se vogliono davvero professarsi cristiani. Lo suggerisce, con garbo, don Pietro Sigurani, rettore di SantʼEustachio a Roma. È il sacerdote che ha cristianamente messo su una mensa per poveri e che ha ricevuto un messaggio minaccioso dove qualcuno privo del coraggio di firmarsi gli pronostica lʼinferno perché reputa che una chiesa non debba essere casa dei poveri. Stravolgendo il messaggio cristiano stesso.

Don Pietro, Fontana ha citato il Vangelo per giustificare la politica anti-immigrati della Lega e del governo.

Fosse stato a messa domenica ... Gesù Cristo dice "amate i vostri nemici e amate chi vi fa del male", non è per accondiscendere a nostra mentalità chiusa, di autoreferenzialità, è venuto per portare modo nuovo di pensare dove lʼaltro è fratello, il nemico ci è fratello.

Il politico parla del "prossimo tuo" ... Chi è il "prossimo"?

Il ministro non sa cosa vuol dire per noi cristiani il prossimo. Forse non sa cosa dice Gesù Cristo nel Vangelo: "in verità vi dico che i ladri e le prostitute vi precederanno nel regno di Dio". Forse non sa che erano il prossimo i pagani che abitavano a Sidone, nellʼaltra sponda del lago. Era pagano, addirittura un nemico che opprimeva Israele un grande amico di Gesù, il centurione romano, il quale ripete "io non son degno che tu entri nella mia casa" (Luca 7,1-10, ndr). Sono parole di un pagano, non è un prossimo nel senso in cui lo intende il ministro. Penso anche alla parabola del buon samaritano.

Dove si racconta che ...

La ricorda Avvenire. Vicino allʼuomo incappato nei briganti gli amici, ebrei come lui, passano mentre un nemico, il samaritano, lo assiste, lo cura e gli paga lʼalbergo. Forse Fontana ha letto il Vangelo in modo strano.

Politici come Salvini usano i simboli religiosi come il rosario per rivendicare una patente di persona cristiana.

È uno sfruttare il Vangelo. Lo abbiamo fatto anche noi preti, noi come Chiesa qualche volta, non mi meraviglia. Ma il Vangelo è unʼaltra cosa: è lʼaltro che viene prima di me, è lʼaltro per nazionalità, per cultura, per religione, per modo di vivere, per modo di pensare.

Lei segue quanto dice Papa Francesco ma il pontefice incontra molta opposizione nella Chiesa.

Lo so. Siccome dò da mangiare a 150 poveri in chiesa mʼhanno messo un cartello per dirmi che andrò allʼinferno perché la chiesa è del Signore e non dei poveri.

E cosa risponde?

Come ragionano? Perché per loro devo andare allʼinferno? Il cristianesimo si può vivere come una religione o come una fede. Se lo vivo come religione lo vivo come una legge, come fede invece vuol dire viverlo come abbandono alla parola del Signore: non la uso per convalidare i miei pensieri ma abbandono i miei pensieri per affidarmi alla parola di Dio.

Cosa consiglierebbe come lettura al ministro Fontana e ai tanti che condividono il suo pensiero?

Consiglierei di riandare a catechismo tenendo in mano il Concilio Vaticano II. Consiglierei di leggere cosa dicono i padri della Chiesa. San Giovanni Crisostomo, o dʼAntochia (IV secolo d.C. ndr) dice che se hai due paia di scarpe nellʼarmadio uno è tuo e uno è di chi va scalzo, se hai due vestiti uno è tuo e uno è di chi va nudo. Gesù ha detto: "Sono straniero e mi avete accolto". Il Vangelo è chiaro.

Come è possibile mistificarlo così, allora?

Oggi cʼè una forte assenza di cultura, è il grosso problema di oggi. Non esiste la cultura. Il centro della cultura è il rispetto delle persona umana, è lʼumanesimo. Siamo maestri di umanesimo: se non metti la persona umana chiunque essa sia al centro non esiste più il discorso culturale né di fede. Siamo i maestri dellʼUmanesimo in pittura, scultura, architettura, nella lirica, nella filosofia, non solo Dante Alighieri. Questo paese è la culla dellʼumanesimo ma togliamo la dignità di ogni persona e la cultura non esiste più. Ribadisco: il centro della cultura è la dignità di ogni persona umana. Cosa racconta un ministro quando usa quelle frasi sul prossimo e si dice cristiano? Sarà pure cristiano: prego per lui, prima io e poi lui impariamo a essere cristiani

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