Il divorzio tra scienza e letteratura deve finire: parola di Ian McEwan

A Bergamoscienza un dialogo tra lo scrittore britannico e il neuroscienziato Ray Dolan contro la separazione tra cultura umanistica e scientifica

Ian McEwan. Foto Annalena McAfee da Bergamoscienza

Ian McEwan. Foto Annalena McAfee da Bergamoscienza

redazione 5 ottobre 2018

Un narratore e sceneggiatore, Ian McEwan, taglia idealmente il nastro di “Bergamo scienza”. Il festival sulla ricerca scientifica portato nella città, a confronto con le scuole, con i cittadini, sabato 6 apre l’edizione 2018 con lo scrittore inglese che alle 17 nell’Aula Magna dell’Università dialoga con l’amico e neuroscienziato Ray Dolan “con il quale condivide, oltre all’amore per le escursioni in montagna anche una grande passione per la scienza, e che parlerà di emozioni tra scienza, cervello e letteratura indagando i punti di contatto fra due discipline solo apparentemente distanti”, avvertono le note stampa.
McEwan affronta spesso temi scientifici. L’autore di romanzi ad alta diffusione come “Espiazione” nel romanzo “Solar” faceva una satira dei “bassi impulsi di uno scienziato assurdo ma celebra le alte ambizioni della ricerca scientifica”, scriveva l’Independent in una conversazione con “il razionalista immaginativo della letteratura britannica”. E in un articolo su Guardian lo scrittore, citando per esempio Darwin, argomentava che così come esiste una tradizione letteraria che poggia sugli autori passati, per la scienza tendiamo a dimenticare i contributi di altre epoche mentre anche la scrittura scientifica fa parte di una lunga storia di scrittura letterario-scientifica dove l’ambizione alla verità e l’eccitazione verso nuove idee confluisce in prose luminose.
Perché citare quindi uno scrittore per un festival scientifico? Perché si evidenzia come sempre più spesso, anche nelle istituzioni o nei centri di ricerca, la secolare separazione tra cultura umanistica e scientifica dell’età moderna sia a ragione considerata nefasta e come sempre più persone, non solo addetti ai lavori, corrodano questa concezione dannosa. Al riguardo ci permettiamo di suggerirvi un libro recente che è l’emblema di un’idea dove cultura umanistica e scientifica si affiancano, che è magnifico, ha passaggi anche umoristici notevoli e che, certo, i fisici e i matematici capiranno meglio, ma anche chi è cresciuto a poesie o romanzi potrà trarne piacere e informazioni: “Fisica quantistica per poeti” di Christopher T. Hill e Leon Lederman edito da Bollati Boringhieri.
Ian McEwan e Ray Dolan sono preceduti dalla inaugurazione animata dell’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri e del fumettista Tuono Pettinato. Il festial conta in 16 giorni 160 appuntamenti gratuiti tra conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre sulla ricerca, le novità, i pregiudizi, i miti infondati, esperimenti, con molti dei più quotati scienziati nel campo internazionale.
Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per gli eventi al sito di Bergamoscienza