Cronisti detenuti, migranti e selfie: Internazionale “alloggia” a Ferrara

Tre giorni del festival del settimanale. Il premio Anna Politkovskaja a Behrouz Boochani, scrittore, giornalista e regista curdo iraniano

Migranti

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redazione 4 ottobre 2018

Diritti umani calpestati, giornalisti messi a tacere in carcere o talvolta uccisi,, l’informazione in bilico anche nelle democrazie, la benemerita rivista Internazionale torna a Ferrara per il suo Festival da venerdì 5 a domenica 7 ottobre.
Per il programma vi rimandiamo al sito. Segnaliamo un paio di appuntamenti significativi anche perché ricordano quanto impegno mette il settimanale su questi temi.
Venerdì alle 9.30 la kermesse inizia in Piazza della Cattedrale sul tema più sentito, più sbandierato, tanto da monopolizzare la propaganda governativa: i migranti.
“Fino a quando resisto”. Ovvero “Ogni anno migliaia di persone lasciano i loro paesi nel tentativo di raggiungere l’Europa. Molte di loro non ce la fanno”, recita la nota sull’appuntamento. Dove l’illustratore, disegnatore e regista Gipi legge “i nomi delle trentamila persone morte dal 1993 a oggi nel viaggio verso l’Europa”. Avete letto bene il numero: trentamila.
Dopo questo preludio, al Cinema Apollo alle 10 c’è l’avvio ufficiale con l’assegnazione del premio i giornalistico Anna Politkovskaja, intitolato alla cronista uccisa a Mosca nel 2006 si presume per le sue inchieste poco gradite al potere, tanto che i veri responsabili non sono mai saltati fuori. La decima edizione del premio va a
Behrouz Boochani. Questa la breve scheda del festival: “È uno scrittore, giornalista e regista curdo iraniano. È detenuto dal 2013 nel centro australiano per migranti sull’isola di Manus, in Papua Nuova Guinea, e da allora racconta le condizioni di vita nella struttura. Si considera un prigioniero politico. Nel 2007 ha vinto il premio di Amnesty International Australia, attribuito a giornalisti e mezzi di comunicazione australiani che si sono distinti nel trattare i temi legati ai diritti umani”.
Tra i tanti appuntamenti, anche meno drammatici, sempre venerdì 5 alle 17 nella Sala Estense Concita De Gregorio presenta il libro “Chi sono io”, frutto di conversazioni con cinque fotografe (Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci) su “autoritratti e selfie, identità e reputazione. Quando le donne fotografano se stesse per trovare il loro posto nel mondo”, come dice il sito del festival. Alle 21 a Palazzo Crema Alessandro De Bertolini presenta il suo libro e il suo documentario sui 10mila chilometri percorsi in solitaria nel mondo in bicicletta “It’s my home for three months”.
Sabato alle 9.30 l’Istituto tecnico Vittorio Bachelet ospita “Quello che dicono i giovani. Noisiamofuturo®, la community per dare voce a una generazione silenziosa presenta Myos: le serie tv scritte dai giovani sui banchi di scuola”. Radiotremondo di Radio3 segue il festival. Il programma è molto ricco.


Il sito del festival di Internazionale