Fine di un’era: il Village Voice chiude del tutto

Un anno fa lo storico magazine di New York tentò di vivere solo online. È stata la rivista dei diritti civili

Village Voice

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redazione 1 settembre 2018

Lo storico magazine di New York The Village Voice, dopo aver chiuso un anno fa l’edizione su carta, chiude definitivamente. Lo ha comunicato l’editore Peter Barbey che acquistò la testate tre anni fa. Lo rivela il sito Gothamist. "Per ragioni economiche stiamo per cessare la pubblicazione di nuovo material”, ha ditto Barbey alla redazione composta da 15-20 persone.
La metà resterà al lavoro per un po’ per la trafila della chiusura e per un progetto di archiviare online il materiale del Village Voice. La rivista è stata la voce non solo del Village ma dell’intera controcultura, del movimento Beat, delle battaglie per i diritti civili.
Fu fondato nel 1955. La sede era il Greenwich Village di Manhattan, quartiere di artisti e libertari, e tra i fondatori c’era il romanziere Norman Mailer. Veniva distribuito gratuitamente. Viveva grazie agli annunci pubblicitari, comprese quelli delle linee telefoniche erotiche. Da anni non aveva la grinta di un tempo. Il tentativo di vivere solo online non è riuscito.