Elena Ferrante: dalle parole di Salvini nasce brutalità di massa

La scrittrice sul Guardian esce politicamente allo scoperto: la Lega è un pericolo, non i 5 Stelle che pure non apprezza

Copertine di edizioni inglesi di libri di Elena Ferrante

Copertine di edizioni inglesi di libri di Elena Ferrante

redazione 24 giugno 2018

La schiva, elusiva, misteriosa Elena Ferrante ha preso posizione pubblica contro Matteo Salvini nella sua rubrica sul Guardian: quanto dice l’autentico capo di governo può portare alla “brutalità di massa”. L’autrice dell’Amore molesto, dell’Amica geniale a quanto pare ritiene il premier mascherato da ministro degli Interni segno di un pericolo così grave da spingerla a pronunciarsi su una platea internazionale. Dispiacerà a Salvini non potere applicare ritorsioni come toglierle la scorta, ma non avrà problemi a trovare parole di disprezzo per chi scrive.


Elena Ferrante è amatissima e molto letta nel mondo anglosassone. L’articolo si intitola “Xenophobic and racist”. Tanto per non avere dubbi. Per la scrittrice il leader della Lega è “coerente con la peggiore tradizione politica italiana. Salvini è stato a lungo sottovalutato e ha utilizzato le televisioni per animare dibattiti e generare propaganda. Così, è diventato sempre più persuasivo, dando l’impressione di un uomo normale di indole buona che capisce i problemi della gente normale e al momento giusto sbatte i suoi istinti xenofobi e razzisti sul tavolo”.
E avverte: “Penso con ansia che il consenso che i cattivi sentimenti che Salvini incorpora (e stimola) possa diffondersi al di là delle sue intenzioni e sfociare nella brutalità di massa, che in tempi di crisi è sempre là in attesa”. Ed è quanto è successo con dittature del XX secolo che molti ignorano e molti altri vogliono ignorare.


Elena Ferrante scrive anche dei Pentastellati, con una critica alla sinistra: “La guerra contro il Movimento 5 Stelle ci ha impedito di vedere che il pericolo è un altro: la Lega di Matteo Salvini”. Continua: “Non ho mai condiviso l'apprensione per l'ascesa politica dei 5 Stelle. Mi è sembrato un importante ricettacolo per lo scontento generato dal modo disastroso con cui governi di destra e di sinistra, in Italia come in Europa, hanno affrontato la crisi economica e il cambiamento epocale che stiamo vivendo”. Non ha votato per i seguaci di Grillo e Casaleggio, tuttavia a suo giudizio mostrarli come un pericolo per la democrazia è “grave errore”.
Il pericolo è, per la narratrice, lì accanto: la Lega è “molto meglio organizzata”. Salvini si inserisce nella scia delle “peggiori tradizioni politiche italiane”. E la “brutalità di massa” è dietro l’angolo. Intanto c’è già chi ammazza o prova a uccidere i neri: a Macerata, a Firenze, in Calabria …