Mps, lo Stato manterrà il 4,8%: da Giorgetti rassicurazioni sulla quota pubblica

La delegazione toscana al Mef incontra il ministro dell’Economia. Regione, Comune e Provincia chiedono di preservare identità, rete, marchio, direzione e occupazione di Monte dei Paschi. Apertura di Giorgetti alle nuove proposte di Lovaglio

Mps, lo Stato manterrà il 4,8%: da Giorgetti rassicurazioni sulla quota pubblica
Foto tratta dal profilo Facbook di Nicoletta Fabio
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Francesca Anichini Modifica articolo

25 Agosto 2026 - 19.24 Oltreilponte


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Il punto più rilevante emerso dall’incontro al Ministero dell’Economia e delle Finanze sul futuro di Monte dei Paschi di Siena è che la quota pubblica, cioè  il 4,8% del capitale di Mps resterà, in questa fase, nelle mani dello Stato. È la rassicurazione data alle istituzioni toscane dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Questa condizione era considerata dalla Regione Toscana e dagli enti locali senesi un elemento centrale nella partita sull’integrità della banca.

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Il primo a rilasciare una dichiarazione all’Ansa, subito dopo l’incontro, è stato il presidente della regione Toscana Eugenio Giani confermando che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che “è importante che sia stato sottolineato come lo Stato non venderà quel 4,8% di azioni di Mps e saranno quindi uno strumento per poter attivare quello che è l’interesse generale. Ho trovato un ministro disponibile a ragionare”.

Eugenio Giani ha inoltre spiegato, sul suo profilo Fb, che “l’incontro con il ministro Giorgetti è stato uno scambio di idee intenso per tutelare l’integrità del Monte dei Paschi di Siena che non può vedere frammentazioni e disgregazioni dei suoi sportelli. L’interesse generale sull’integrità del Monte dei Paschi di Siena è un fatto di rilevanza nazionale. E su questo tema, per noi centrale, per mantenere rete, marchio, direzione e occupazione, abbiamo avuto la condivisione del ministro. Per queste ragioni, come istituzioni toscane abbiamo posto sul tavolo del ministro la richiesta di attivazione di tutti gli strumenti in suo possesso a tutela della banca.
Pur trattandosi di procedure che potrebbero non trovare applicazione immediata, è essenziale che vengano considerate per il futuro alla luce degli scenari che si potrebbero delineare. Inoltre, abbiamo sollecitato il Governo a prendere una posizione decisa e formale per garantire l’integrità di MPS, anche attraverso il mantenimento della quota pubblica del 4,8% all’interno del capitale sociale, come già prospettato e ricevendo rassicurazioni sul fatto che in questa fase la quota non sarà ceduta. Serve un’azione forte a tutela del ruolo, dell’autonomia e dell’integrità della Banca Monte dei Paschi di Siena.”

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Anche la presidente della Provincia, Agnese Carletti come la sindaca di Siena Nicoletta Fabio hanno dato un giudizio positivo sull’esito dell’incontro. La presidente  Agnese Carletti, sottolineando la dimensione nazionale della partita ha dichiarato: “Oggi abbiamo potuto porre il tema e abbiamo parlare di quanto l’integrità di Monte dei Paschi di Siena non sia soltanto un tema senese e toscano , ma nazionale in quanto l’integrità della banca è fondamentale per l’intero sistema creditizio italiano. Da qui la volontà di proseguire il lavoro istituzionale e allargare il confronto ai parlamentari eletti in Toscana perché anche il Parlamento possa prendere fino in fondo coscienza e possa dare questo indirizzo di interesse generale al mantenimento dell’integrità del Monte dei Paschi”.

La sindaca di Siena sul suo profilo Facebook ha, a sua volta, ribadito che: “Dal ministro abbiamo registrato un elemento importante: la disponibilità a valutare senza pregiudizi e con imparzialità anche le nuove proposte oggi sul tavolo, compresa quella avanzata dall’amministratore delegato di MPS Luigi Lovaglio che porterebbe alla creazione di un istituto con circa 9,8 milioni di clienti. È un passaggio significativo, perché il futuro del Monte dei Paschi non può essere affrontato come una questione soltanto senese o toscana. Parliamo di una banca che riveste un ruolo strategico per l’intero Paese e della quale devono essere tutelati integrità, autonomia, marchio, rete, direzione e occupazione. Il concetto dell’integrità è fondamentale e per questo ho molto apprezzato le parole di pochi giorni fa dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Abbiamo inoltre chiesto al Governo di valutare tutti gli strumenti a propria disposizione a tutela della banca e abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che la quota pubblica del 4,8% non sarà ceduta in questa fase. Il mantenimento della presenza dello Stato nel capitale rappresenta, oggi, una garanzia importante. Adesso occorre proseguire con un’azione comune. Regione Toscana, Provincia e Comune di Siena convocheranno a breve tutti i parlamentari eletti in Toscana per costruire una posizione forte e unitaria. MPS è patrimonio di Siena, ma il suo valore e il suo futuro riguardano l’intero sistema nazionale”.

Sul tavolo resta anche l’ipotesi del golden power, evocata dal presidente della Regione come uno degli strumenti eventualmente valutabili. Giani, tuttavia, ha sottolineato la necessità di procedere con equilibrio, ricordando che l’utilizzo di uno strumento di questo tipo richiederebbe motivazioni solide anche sotto il profilo giuridico.

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Parallelamente, la partita industriale continua a svilupparsi sul mercato. L’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio ha messo sul tavolo una proposta per Banco Bpm, sulla quale Giorgetti, secondo quanto riferito dalle istituzioni toscane, avrebbe manifestato disponibilità a una valutazione «senza pregiudizi» e «con imparzialità».

Nel frattempo si è riunito il consiglio di amministrazione di Banco Bpm per esaminare l’offerta pubblica di scambio avanzata da Mps. Il consigliere Domenico Siniscalco, lasciando la sede della banca, ha riferito che la delibera è stata adottata all’unanimità. Come riporta il Sole24ore, il cda di Banco Bpm ha «esaminato la comunicazione» di Mps sul lancio di un’Ops e «preso atto» dell’offerta di Siena. L’operazione, si legge in una nota, è stata «promossa su iniziativa di Mps senza essere stata previamente concordata con Banco Bpm né da quest’ultima sollecitata». Il board di Piazza Meda sottolinea che l’offerta «per sua natura rappresenta un’operazione strutturalmente diversa da quella proposta da Banco Bpm a Mps con la lettera del 7 giugno 2026, in quanto si configura come un’acquisizione, non una fusione tra le due banche», e «non presenta un premio per gli azionisti di Banco Bpm». Il cda ora «effettuerà le valutazioni di propria competenza sull’offerta e renderà note le proprie determinazioni al riguardo nei termini e con le modalità previsti dalla normativa applicabile».

Ora l’attenzione si concentra sulle valutazioni di Banco Bpm sull’Ops di Mps e, più in generale, sull’evoluzione delle diverse ipotesi sul tavolo. La richiesta di Regione, Provincia e Comune di Siena è chiara: qualunque sia l’esito della partita, dovranno essere preservati identità, marchio, rete, direzione e occupazione. Il futuro del Monte dei Paschi, insomma, non è ancora scritto e le prossime mosse di banche, Governo e istituzioni saranno decisive per capire quale assetto potrà assumere uno degli istituti più antichi e rilevanti del sistema bancario italiano.

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