A Firenze bene "il ritorno di Ulisse" e molto male quello alla normalità

Alla Pergola di Firenze è andata in scena l’opera di Monteverdi. Bellissimo. Ma all'uscita una città con giovani senza mascherina, sporcizia, odore di fogna, menù di plastica e camerieri urlanti...

Il teatro La Pergola di Firenze

Il teatro La Pergola di Firenze

Maurizio Bettini 7 luglio 2021

Dopo circa un anno e mezzo siamo tornati a teatro. Incredibile! Alla Pergola di Firenze, dove andava in scena un’opera di Monteverdi, Il ritorno di Ulisse in Patria. L’allestimento era magnifico, i cantanti bravi, l’orchestra – liuti, spinetta, viola da gamba  … - eccellente. Tutto molto bello.

Certo, rispetto all’era pre-covid c’erano delle visibili differenze.

Le poltrone in platea men che dimezzate e distribuite in modo da garantire gli spazi necessari, i palchi sguarniti, e di conseguenza biglietti molto cari (a parte il loggione, immediatamente sold out): ma si capisce, non potevano fare diversamente. E poi magari una volta ce la si può fare, nell’attesa che anche i teatri tornino progressivamente ad essere accessibili, da tutti i punti di vista.

Insomma, tre ore di sogno, pareva d’essere tornati indietro nel tempo, quando esperienze come questa erano non dico la normalità – perché il teatro, la Pergola, l’opera, non sono mai normalità, da nessun punto di vista – ma diciamo che erano la gioia, la serenità a cui si poteva almeno aspirare.

Solo che dopo lo spettacolo, inevitabilmente, siamo usciti. E anche fuori, man mano che ci si avvicinava al cuore più celebrato della Città, era tornata la normalità. Frotte di giovani e meno giovani ammassati e senza mascherina, strade sporche, sparse di fogliacci e bottiglie di plastica, la Piazza del Duomo e le stradine limitrofe pervase da un grato odore di fogna, i ristoranti con i camerieri urlanti e i menù di plastica - con sopra maldestre fotografie dei piatti - musiche disparate che rimbombavano attorno al Duomo mescolandosi in una cacofonia notturna che solo Dio (se si occupa di queste cose) sa come facciano gli abitanti a sopportarla.

Insomma, era tornata la normalità. Ma era questa la normalità a cui si doveva tornare?