"Camerino terremotata muore": 56 professori scrivono a Gentiloni

Docenti che insegnano o hanno insegnato nell'antica università invocano interventi rapidi e concreti per riportare la vita nel paese marchigiano

Il centro storico di Camerino. Foto di Stefano Miliani, giugno 2017

Il centro storico di Camerino. Foto di Stefano Miliani, giugno 2017

redazione 29 gennaio 2018

Camerino così muore. Terremotato dal 26 ottobre 2016, il centro storico nel maceratese è chiuso agli abitanti, non sono possibili attività didattiche né la vita quotidiana, gli edifici storici sono chiusi, il rischio è la fine. Lo dicono in un appello al premier Paolo Gentiloni 56 professori universitari che insegnano o hanno insegnato nell’università della cittadina marchigiana fondata nel 1336, una delle più antiche al mondo.


I docenti hanno chiesto al Presidente del Consiglio di intervenire con urgenza e manifestano tutta la loro solidarietà e sostegno ai camerti, come si chiamano gli abitanti di Camerino.


I professori chiedono che il Commissario Straordinario del Governo Paola De Micheli, seguito a Vasco Errani, abbia le risorse con maggior celerità per intervenire. Camerino conta circa 7mila residenti. A rallentare i lavori, per gli esperti c’è la posizione di Camerino. Trovandosi tra la faglia sismica di Colfiorito (si mosse nel terremoto del 1997) e quella di Monte Vettore (quella del sisma del 2016) persiste il timore di scosse, magari anche non forti, ma che inducono alla massima prudenza nell’avvio delle opere strutturali.


Oltre ad Alessandro Monti, già professore ordinario di Politica economica e uno dei promotori dell’iniziativa, hanno firmato l’appello altri nomi autorevoli: tra loro Giorgio Gaja, giudice della Corte Internazionale di Giustizia Onu all’Aia, Luciano Violante, già Presidente della Camera dei Deputati, Giovanni Verde, vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; Antonio Baldassarre e Romano Vaccarella, giudici della Corte Costituzionale; Luigi Labruna, Presidente del Consiglio Universitario Nazionale, economisti come Piervincenzo Bondonio, Giorgio Brosio, Mauro Marconi, Luciano Milone, Mario Sebastiani, filosofi del diritto (Luigi Ferrajoli), sociologi (Pio Marconi, Tamar Pitchstorici quali Marina Caffiero, Mauro Canali, Eva Cantarella, Mario Caravale, Simona Colarizi, Emilio Gentile, Renato Moro, Luciano Zani.


“Resta tutta da accertare la praticabilità della prospettata ipotesi di fare di Camerino un esperimento pilota di progressiva introduzione di nuovi sistemi antisismici capaci di resistere a scosse fino a 9 gradi di magnitudo della scala Richter, assicurando prima possibile condizioni di assoluta sicurezza alla vita della città e della sua antica università”, scrive il professor Monti richiamando l’appello.