Moma, artisti e attivisti contro i vertici del museo: "Istituzione marcia"

A New York contestata la nomina a presidente di Marie-Josée Kravis dopo quanto accaduto con i predecessori: “Il Moma getta benzina sul fuoco scambiando un’oligarca imperialista per un altro"

Foto dal web - La protesta contro Leon Black

Foto dal web - La protesta contro Leon Black

Redazione 30 aprile 2021

Il Moma, il Museo di Modern Art di New York che ha il meglio dell'arte del '900 e arriva ai nostri giorni, è nel pieno della bufera. Con una nomina a presidente definita da chi la contesta "un'oligarca imperialista" al posto dei predecessori bocciati per le loro attività e per loro legami finanziari ed economici ritenuti eticamente discutibili, anzi inaccettabili.

Dopo le manifestazioni del 27 marzo, di dieci settimane, che hanno visto un’ampia coalizione di artisti e attivisti scioperare contro il Moma per presunti legami tra diversi membri della dirigenza museale e attività non etiche, quali elitarie, razziste e sessiste; un mese dopo dall’annuncio delle dimissioni del miliardario Leon Black da presidente del Moma, proprio dopo la scoperta delle sue relazioni finanziarie con Jeffrey Epstein – l’imprenditore arrestato per abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni, suicidatosi in carcere nell’agosto 2019 –; ebbene, dopo quanto accaduto al vertice dell’istituto che rappresenta l’establishment dell’arte moderna contemporanea succederà, i primi di luglio, Marie-Josée Kravis, ad oggi presidente emerita.

La successione ha riacceso non poche tensioni tra gli attivisti, che si erano battuti per una ristrutturazione delle fondamenta più radicale, e per i quali "e' solo un gioco delle sedie". Di fatto, la miliardaria Marie-Josée Kravis, terza moglie del barone della finanza d'assalto Henry Kravis, fa parte del consiglio di amministrazione del Moma dal 1994 e ne è stata presidente tra il 2008 e il 2015. Sia lei che il marito hanno donato un Matisse al museo e centinaia di milioni di dollari a istituzioni come la Rockefeller University e l'ospedale oncologico Sloan Kettering, ma anche a cause del partito repubblicano, guidato dall’ex presidente Donald Trump. 

I manifestanti di "Strike Moma" hanno annunciato una nuova protesta domani all'interno del museo: "Il Moma getta benzina sul fuoco, scambiando un oligarca imperialista per un altro. Un esercizio inutile perchè l'istituzione è marcia fino al midollo".