Gozzini offende Giorgia Meloni. Condanna unanime da Mattarella all'università

Il Rettore di Siena Frati censura il docente di storia contemporanea per le sue frasi a una radio fiorentina e apre l’indagine. Colleghi sorpresi e increduli, interverrà la commissione disciplinare

Gozzini durante la trasmissione radiofonica delle offese alla Meloni

Gozzini durante la trasmissione radiofonica delle offese alla Meloni

Redazione 21 febbraio 2021

di Marcello Cecconi


L’Università di Siena è attonita di fronte al caso del Professor Giovanni Gozzini, docente di storia contemporanea, che durante un talk in una radio fiorentina, ha usato parole volgari e sessiste per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. "una rana dalla bocca larga? una vacca, una scrofa?" si domandava Gozzini nel cercare una definizione per la parlamentare durante la trasmissione di Controradio "Bene bene male male".
Il rettore Francesco Frati, incredulo, non ha esitato a intervenire stigmatizzando con decisione l’accaduto: “Sulla veridicità del fatto credo che ormai non ci siano più dubbi. Condanno con decisione ogni offesa rivolta ad una componente del Parlamento”. Solidarietà immediata alla Meloni da parte del presidente Mattarella e dai Presidenti delle due camere, in unione a quelle di numerosi politici e amministratori.


Subito dopo è intervenuto, con una nota ufficiale, anche il dipartimento di cui fa parte Giovanni Gozzini: “Il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena stigmatizza con fermezza le parole che il collega Giovanni Gozzini ha rivolto ad una nota leader politica in una trasmissione radiofonica. Riteniamo che quelle espressioni, per le quali il docente ha chiesto giustamente scusa, sono gravi e inaccettabili per il ruolo che rivestiamo come professori universitari e trasmettono una immagine fuorviante del nostro lavoro. I valori che tutti i docenti del nostro dipartimento insegnano nei nostri corsi sono da sempre il rispetto reciproco e parole di questo genere non sono tollerate e non fanno parte del nostro vocabolario”


Sono numerosi, inoltre, i suoi colleghi docenti che hanno condannato l’accaduto, commentandolo sui social.  Gabriella Piccinni, docente di storia medievale, s'è dichiarata a dir poco indignata: “Nessun uomo, di sinistra, di destra, di nulla, per nessun motivo deve più insultare una donna, fingendo con se stesso e con gli altri che l’insulto volgare e sessista sia un giudizio politico. Si parte da qui, è il minimo, il minimo, e non ci sono scusanti”.


Anche Luca Verzichelli, docente di Scienze Politiche, ha fatto sentire la sua voce: “Ho pensato un po' ma poi ho deciso di condividere il post della collega Gabriella Piccinni.  Anche se si tratta di un amico. Che stimo (e non li stimo tutti i miei colleghi). E a cui voglio bene. Ma agli amici, come i figli, non si fanno sconti. A loro si deve dire con coraggio che hanno sbagliato e che devono sopportare le sanzioni commisurate. Dopo ci sarà tempo per l'affetto. Prima vengono i valori condivisi e la reputazione del nostro ateneo”


Conseguenziale l’apertura di un procedimento nei confronti del Gozzini, il quale, resosi conto del polverone suscitato ha reso pubblica una sua nota di scuse: “Per il fatto di aver usato delle parole sbagliate durante la trasmissione sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima e a tutte le persone che si sono sentite offese. Presento le mie scuse per il linguaggio usato durante la trasmissione. Non è mio costume, né come ospite storico della trasmissione di Controradio né in altra sede promuovere un linguaggio che non sia più che rispettoso nei confronti di tutti”.


E' del tutto evidente che l'apposita commissione d'ateneo prenderà in esame gli eventuali provvedimenti disciplinari da adottare nei confronti del professor Giovanni Gozzini.