La casa dei Mandorli di Tonino Guerra a Pennabilli diventa luogo della memoria

La dimora del poeta romagnolo entra a far parte della rete nazionale delle Case della memoria

La casa dei Mandorli di Tonino Guerra

La casa dei Mandorli di Tonino Guerra

Redazione 29 dicembre 2020

“Un continente, un bastimento, un luogo di memoria che permette viaggi e ricordi pur stando fermi”. Così Tonino Guerra (1920-2020) – noto per le sue collaborazioni con Federico Fellini e Michelangelo Antonioni – definiva la sua Casa dei mandorli a Pennabilli, in provincia di Rimini, che nel centenario dalla nascita del poeta, entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. La casa museo, in cui aveva trascorso gli ultimi 23 anni della sua vita e dove riposano le sue ceneri, incastonate in una roccia nel parco, è aperta al pubblico e fa parte del museo diffuso “I Luoghi dell’Anima”, che armoniosamente dialoga con il paesaggio circostante della Valmarecchia. È la diciannovesima dimora dell’Emilia-Romagna che si aggiunge alle 83 case museo già presenti sul territorio nazionale, legate ai grandi personaggi della nostra storia: da Giotto a Michelangelo, da Puccini a Morandi, fino al “mattatore” della commedia all’italiana Ugo Tognazzi.


“Conto i giorni per fare arrivare la primavera e mettermi a guardare la fioritura degli alberi” scriveva dalla sua dimora incantata, l’omero di Rimini, Tonino Guerra.

Come un “demiurgo” della meraviglia,Tonino aveva creato attorno alla sua Casa dei Mandorli, un vero e proprio museo a cielo aperto, fatto di installazioni che percorrono l’intero borgo di Pennabilli e la Valle del fiume Marecchia, risvegliando l’interesse dei visitatori attraverso sottili invenzioni poetiche: dall’Orto dei frutti dimenticati, che raccoglie specie perdute di alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea della campagna appenninica e installazioni artistiche, alla Strada delle Meridiane, con le facciate dei palazzi del borgo impreziosite da sette meridiane d’autore; dal Giardino pietrificato nella frazione di Bascio, dove alla base di una torre millenaria sono collocati sette tappeti di ceramica, opera eseguita da Giovanni Urbinati, dedicati a sette personaggi storici legati all'antichissima torre; a L’ angelo coi baffi, unico museo al mondo con un quadro solo, dell’artista Luigi Poiaghi, tra sogno e realtà; dal Santuario dei Pensieri, nel guasto Malatestiano, sette enigmatiche sculture in pietra lì per essere "lette dall'anima", al Il Rifugio delle Madonne abbandonate, collezione che raccoglie le immagini sacre che adornavano le cellette agli incroci delle strade di campagna, fino a La Madonna del rettangolo della neve, nella frazione di Cà Romano, una piccola chiesa che offre riparo a una grande opera realizzata dalla ceramista Muki.
“Tonino Guerra era il poeta dell’incanto e della meraviglia che ha saputo tratteggiare la sua terra, la sua Romagna, rendendola un luogo universale attraverso le sue parole e la sua arte. E attraverso lo splendido progetto diffuso che è “I luoghi dell’Anima”, dove il concetto di tutela della memoria e del passato ricorre spesso”, spiega – come è scritto  su Repubblica – il presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Adriano Rigoli.
Aggiunge infine, il vicepresidente della stessa Associazione, Marco Capaccioli: "Nei piccoli mondi c'è tanta bellezza che sta morendo. Se noi la salviamo, salviamo noi stessi, scriveva Guerra. Credo che in queste poche parole sia racchiusa tutta l'importanza di avere nella nostra rete la Casa dei Mandorli. Un luogo portatore di un messaggio fondamentale: tutelare quella bellezza autentica e universale che si ritrova anche nelle cose più piccole e nei luoghi meno conosciuti".

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di L. S.