Parodi: Lockdown? La libreria diventa un viaggio per mondi proibiti

Un libraio racconta cosa è accaduto in primavera a “L’amico ritrovato” di Genova. Lo scrive per globalist in occasione del “Book Pride”, la fiera dell’editoria indipendente

La libreria indipendente L’amico ritrovato di Genova

La libreria indipendente L’amico ritrovato di Genova

redazione 22 ottobre 2020
Come le librerie indipendenti, e i loro affezionati frequentatori, hanno risposto al lockdown da covid in primavera e in che modo si è rafforzata una piccola – forte comunità intorno a quei luoghi magici. Ne scrive per noi appassionatamente Marco Parodi, libraio dell’Amico ritrovato di Genova, in occasione del Book Pride 2020: la fiera nazionale dell’editoria indipendente diretta dallo Giorgio Vasta torna da oggi 22 ottobre fino a domenica 25 su una piattaforma interattiva, “Book Pride Link”.
La manifestazione si dipana tra tavole rotonde con scrittori, fumettisti, editori, intellettuali, artisti e studiosi, reading, con una settantina di editori, ognuno con un suo stand virtuale, e 180 librerie indipendenti da tutta Italia. Il titolo di questa edizione particolare è “Leggere i Venti”, l’obiettivo è trovarsi, anche con incontri e letture in presenza presso i librai, e promuovere la lettura e lo scambio di idee. Sotto trovate i link.

Marco Parodi: la libreria è il passaporto per nuovi mondi *

Chiunque ami i libri lo sa, le librerie sono luoghi magici. Ma la verità è che non sempre è così, perché prima dell’apertura, le librerie sono come bolle sospese nel tempo e nello spazio: quando si entra per avviare i computer e fare i preparativi per l’apertura si viene accolti dal profumo dei libri e da un silenzio avvolgente, ed è come ascoltare il respiro quieto di una persona addormentata. La magia si avvera solo quando le saracinesche si alzano, gli scaffali vengono inondati dalla luce esterna e i primi lettori fanno capolino alla ricerca di nuove promesse, del testo introvabile, di quel rettangolo di carta e inchiostro che potrebbe cambiargli la giornata o il modo stesso di vedere le cose. È allora che il cuore della libreria riprende a pulsare con vigore. Durante il lockdown della scorsa primavera, la libreria si era come trasformata nella Bella Addormentata: chi di noi abitava vicino poteva raggiungerla, entrare e ripetere le solite operazioni pre-apertura, ma il sortilegio che la incatenava non poteva essere spezzato. Lo smarrimento era grande, per tutti: sugli scaffali diversi erano i titoli che in tempi diversi avevano raccontato di epidemie, di città improvvisamente svuotate, di separazioni forzate, ma… davvero poteva succedere nella vita di tutti i giorni? Poteva succedere e nessuna lettura ci aveva preparato ad affrontarlo.

Dopo lo sgomento iniziale abbiamo capito che l’unico modo per continuare a essere librai era “smaterializzarci”: sono iniziati così i contatti via mail, le consegne a domicilio, le chiacchiere e i consigli a distanza. Difficile nascondere che qualche timore c’era: il commercio digitale sembrava appannaggio quasi esclusivo di altre realtà, ma il libro è qualcosa di unico, è un concentrato di vite, emozioni, storie… e quale algoritmo, per quanto preciso e sviluppato, può essere in grado di capire, trattare e trasmettere qualcosa di così potente? Così la libreria invece di rimanere schiacciata dal confronto ha acquisito nuove dimensioni: è diventata agenzia di viaggio, perché il libro era il passaporto per nuovi mondi e per viaggi in quel momento proibiti; è diventata parte della famiglia, perché potevamo unire affetti lontani, consegnando i rispettivi libri pensati come dono in attesa del momento di riabbracciarsi di persona; è divenuta farmacia dell’anima, perché con il libro giusto potevamo prenderci cura delle emozioni dei nostri lettori, ed è diventata palcoscenico di teatro, perché, come un prestigiatore ti lascia a bocca aperta quando estrae un coniglio dal cilindro, così noi potevamo stupire con l’invio di un libro a sorpresa. Fino a quando…

“Siamo i primi a ripartire!” Queste le parole che in diverse varianti continuavano a rimbalzare come impazzite sulla chat di gruppo: da metà marzo aspettavamo il momento, e adesso? Adesso dovevamo capire cosa volesse dire essere librai al tempo del Covid, lavorare in presenza in libreria con tutte le normative di sicurezza, tanto per i clienti quanto per noi. Ma i primi giorni, ancora con un orario ridotto, la fila disciplinata all'ingresso ci ha riempito di soddisfazione, così come l'orgoglio di offrire un servizio comunque essenziale per una comunità. E poi c'è stata la gioia di tornare a scegliere i libri di persona, perché nella scelta del libro il contatto fisico è fondamentale; le presentazioni in libreria, ma a distanza; il calendario delle uscite stravolto rispetto a quanto previsto; i tempi della distribuzione inizialmente incerti; la tendenza a prepararsi per tempo con una scorta di libri ad ogni accenno di risalita del contagio...

Oggi, a distanza di qualche mese, qualsiasi cosa ci aspetti nei prossimi tempi, noi ci siamo già passati e siamo pronti a resistere, a cambiare e a riorganizzarci ancora, per non far mancare mai un libro a chi, per passione o per necessità, lo sta aspettando.

* libraio de L’amico ritrovato di Genova

Il sito di Book Pride Link 2020

Il sito della libreria L’amico ritrovato