«Qui Radio Gamec, parla Bergamo nell’emergenza Covid19»

Leonardo Merlini, giornalista, conduce un programma della Galleria d’arte moderna e contemporanea su Instagram: così descrive la sua esperienza tra cronaca e cultura

Leonardo Merlini per Radio Gamec, Bergamo

Leonardo Merlini per Radio Gamec, Bergamo

redazione 8 aprile 2020
di Stefano Miliani

Da uno dei luoghi al mondo più falcidiati dal Coronavirus, Bergamo, un museo ha creato una radio online sui suoi canali social e prossimamente in onda per raccontare quanto accade e, soprattutto, per tracciare un possibile futuro post Covid19. La GAMeC, Galleria d’arte moderna e contemporanea, con l’emergenza che cavalcava le cronache e travolgeva vite ha avviato Radio GAMeC: ogni giorno alle 11.30, “in diretta dalla pagina Instagram del museo e in differita su tutti gli altri canali”, Leonardo Merlini, critico letterario e culturale, caposervizio milanese dell’agenzia di stampa nazionale Askanews, per mezz’ora fa informazione, approfondimenti tra cronaca, arti e cultura, interviste. Le voci voci chiamate a raccolta coprono un ampio spettro di competenze e opinioni: dal sindaco Giorgio Gori al jazzista Paolo Fresu, da Michela Murgia alla campionessa di snowboard Michela Moioli a persone ben conosciute nel bergamasco. Tramite la radio il museo “accompagna la campagna di raccolta fondi a favore dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII” e invita tutti fare una donazione.

«Più che una radio è una diretta Instagram di mezz’ora, quotidiana, sette giorni su sette. Informiamo sulla città, riassumo le notizie principali, poi abbiamo due ospiti al giorno», racconta Merlini. «Abbiamo iniziato con il sindaco, abbiamo avuto Francesca Archibugi, Fresu che ha parlato dei grossi problemi economici dei musicisti in questa situazione, il presidente della Confidustria bergamasca Stefano Scaglia, Filippo Berta che è un artista piuttosto in zona, Michela Moioli che è medaglia d’oro in carica di snowbard ed è di Alzano Lombardo, membri di Emergency. Abbiamo ogni giorno una voce della città e una della cultura. Da un lato è un modo per chiedere ai bergamaschi testimonianze dirette, dall’altro il museo ripensa sé stesso mentre è chiuso con uno strumento abbastanza nuovo per un istituto. Ci interessano tutti gli ambiti della società dando un taglio culturale».

Le trasmissioni si possono naturalmente riascoltare in podcast del sito del museo. Merlini rassicura che trasmette da casa. «Non esco». Per concludere il giornalista reputa la risposta dei bergamaschi al loro esperimento più che incoraggiante: «Abbiamo riscontrato un forte sentimento di partecipazione da parte di chi chiamiamo. Lo stesso Gori, che deve contare i morti, ci ha pensato due minuti appena a rispondere. Diamo spazio a storie dalla città e a opinioni diverse. Il formato aiuta, però mi sono stupito positivamente, anche chi non aveva un account su Instagram ci segue».

Il sito della Gamec