Un bibliotecario per 1,5 milioni di libri: così sarà la Braidense nel 2022

L’istituto milanese è tra i più importanti ma il calo drastico di dipendenti mette a rischio i servizi al pubblico. Il direttore di Brera Bradburne chiede aiuto ai privati

Biblioteca Braidense a Milano, sala Maria Teresa. Foto Wikipedia

Biblioteca Braidense a Milano, sala Maria Teresa. Foto Wikipedia

redazione 12 febbraio 2020
La Braidense di Milano non è una delle biblioteche più affascinanti e importanti d’Italia. Né d’Europa soltanto. Lo è del mondo. Eppure i numeri rivelati dal direttore del complesso di Brera James Bradburne di cui l’istituto milanese fa parte insieme alla più rinomata Pinacoteca, allarmano e dimostrano quanto le biblioteche siano un giacimento culturale tanto prezioso quanto considerato in maniera del tutto inadeguata.
La Braidense è la terza biblioteca nazionalestatale per importanza dietro solo quella di Roma e quella di Firenze. In una conferenza stampa Bradburne ha dovuto snocciolare numeri devastanti e annunciare la chiusura di alcuni servizi. Nel 2015 l’istituto aveva 145 dipendenti di cui 32 bibliotecari, nel 2022 avrà 27 dipendenti e un unico bibliotecario per un milione e 500mila volumi e che, essendo anche un luogo monumentale, richiama 125mila visitatori l’anno.

Tra le cause, anzi la causa principale, è il male che affligge molte soprintendenze ma qui ha effetti forse più acuti: dopo l’ingresso in massa di dipendenti nei beni culturali dello Stato negli anni ’70 e soprattutto ’80 da tempo i pensionamenti per ragioni d’età provocano autentiche emorragie di personale. Forse dei funzionari arriveranno entro l’anno, hanno scritto giornali e agenzie.

La direttrice Maria Goffredo ha rivelato che solo fornire i servizi quotidiani è diventato molto difficile, da un po’ la sala consultazione è chiusa il venerdì e il sabato pomeriggio, la sala manoscritti il venerdì, la consegna dei volumi non funziona più il lunedì e il venerdì pomeriggio.

La situazione è “grave”, ha sottolineato Bradburne, per cui chiede il sostegno in primis dello Stato ma, soprattutto, dei privati perché “le biblioteche sono importanti per la nostra vita e per la democrazia”. Certo è difficile attirare sostenitori privati perché le biblioteche non hanno opere di notorietà da esporre o restaurare (tipo il Cristo morto del Mantegna alla pinacoteca milanese) né attirano turisti sì da far guadagnare bar, ristoranti, negozi e hotel. Però offrono cultura gratuitamente a tutti.
Bradburne spera di arrivare a 300mila euro da sponsor per questo 2020 e, se i soldi arrivano, di affidare alcuni servizi tramite gare a cooperative, archivisti, di organizzare stage e borse di studio.

Il sito della Braidense