Resistenze: nel borgo di Lucignana nasce una libreria d’autrice e piace

La poetessa e presidente del Vieusseux Alba Donati ha costruito e aperto nella terra d’origine un luogo per libri e incontri, “Sopra la Penna”

L’interno della libreria “Sopra la Penna” del profilo Facebook di Alba Donati

L’interno della libreria “Sopra la Penna” del profilo Facebook di Alba Donati

redazione 31 dicembre 2019
Viviamo in una società dove la legge del profitto non lascia scampo e decide anche le sorti della cultura? Molte librerie indipendenti devono chiudere perché amazon le schiaccia? Tutto vero, eppure i segnali di resistenza culturale non mancano, anche piccoli, e la fine del 2019 ne ha emesso uno incoraggiante da un luogo che non ci aspetteremmo, Lucignana, piccolo borgo nella Garfagnana, in provincia di Lucca: qui ha aperto una libreria di nome Sopra la Penna.

In questo piccolo paese nel comune di Coreglia Antelminelli una poetessa ben affermata nel panorama nazionale, Alba Donati, presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, fondatrice della scuola di scrittura Fenysia, consulente editoriale della Nave di Teseo, originaria di queste terre, ha pensato bene di aprire una libreria. Ma doveva trovare i soldi. Così ha cercato fondi tramite il crowdfunding; il tentativo ha avuto riscontri eccellenti, ha portato in cassa 10.500 euro e in questo dicembre la poetessa ha inaugurato una piccola libreria come prima tappa di un percorso più lungo. La libreria in questa zona tra gli Appennini e le Apuane, tra le case di pietra a cinquecento metri di altitudine, nei giorni di apertura a dicembre ha già richiamato lettori e persone che hanno rilasciato commenti entusiasti sui social perché hanno trovato libri di qualità, un’accoglienza calorosa, spirito d’indipendenza.

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Tanto per dirlo chiaramente: Alba Donati non è la scrittrice che ha scoperto il villaggio incontaminato dai vizi della città, lei è originaria di qui, sua madre era di Lucignana, che oggi conta circa 170 abitanti, e quindi per lei è un ritorno. A Barbara Antoni del Tirreno si infatti si è detta «felicissima. Rispetto a quello che faccio a Firenze, qui mi sento me stessa, in sintonia con le persone. Qui c’è una naturalezza della vita che mi corrisponde».

La libreria Sopra la Penna è piccola: cinque metri quadrati in un cottage fronteggiato da un giardino in corso d’opera dove d’estate, un gazebo consentirà di ospitare incontri e appuntamenti culturali. Creare questo luogo è stata operazione diversa dall’aprire una libreria in una città: gli oltre diecimila euro sono serviti anche a preparare il terreno per costruire il cottage in legno progettato dall’architetto Valeria Ioele. In questo luogo che fa dell’accoglienza e della curiosità la propria cifra Alba Donati ha scelto i libri (molte le scrittrici) spartiti per sezioni: per bambini, i libri “salvavita”, i dieci preferiti dalla libreria, libretti d’opera, romanzi, la collana dei “Mangiari” dell’editrice lucchese Pacini Fazzi, volumi della scrittrice giardiniera lucchese Pia Pera. E qui si può anche prendere in tazze di porcellana tè selezionati in base ai gusti di scrittori e scrittrici e marmellate speciali dei gusti che piacevano a penne di primo piano come Virginia Woolf e altri.

Dopo le giornate di dicembre la libreria doveva prendersi una pausa nei mesi più freddi e riaprire in aprile. Invece è andata meglio delle aspettative: «Buone notizie: rimarremo aperti - scrive la fondatrice sul profilo Facebook di Sopra la Penna -. Siete davvero in tanti, spesso venite da lontano e siete la nostra felicità; dunque abbiamo deciso che il nostro cottage letterario tra Appennino e Apuane continuerà a rimanere aperto tutti sabati e le domeniche con orario continuato (11.00-18.00). Chiuderemo per rifornimento solo dal 10 al 28 febbraio. Ci saremo dunque per il giorno della memoria, per l’8 marzo con approfondimenti ed eventi. Grazie a tutti i lettori e le lettrici di ogni età».

D’altronde il discorso non si esaurisce qui. Come ha raccontato sempre al Tirreno, Alba Donati intende ampliare il raggio d’azione: in un vicino edificio abbandonato la scrittrice vuole aprire una libreria più grande con caffetteria e fare di questo luogo una residenza per traduttori. La parte più complessa probabilmente sarà la ricerca di fondi: c’è da augurarsi che un progetto culturale così originale e in grado di dare vitalità culturale a un borgo possa trovare porte aperte e orecchie pronte ad ascoltare.