Padre Fortunato da Assisi: «Greta dà voce a chi vuole un mondo a misura d’uomo»

Mentre è in corso il Sinodo speciale sull’Amazzonia il direttore della sala stampa del Sacro Convento dice: «Da predatori dobbiamo diventare curatori»

Amazzonia bruciata e distrutta

Amazzonia bruciata e distrutta

redazione 23 ottobre 2019
Ste. Mi.

«Credo che Greta Thunberg rappresenti il grido innocente di giovani che desiderano un mondo più bello e più a misura d’uomo». A esprimere questa convinzione a sostegno della giovane attivista svedese per l’ambiente è padre Enzo Fortunato, francescano direttore sala stampa del Sacro Convento di Assisi. Il frate lo dichiara a globalist mentre è in corso fino a sabato in Vaticano il Sinodo speciale per l’Amazzonia.
Il francescano e giornalista parla su un tema caro ai francescani di Assisi. Un mese fa organizzarono una serata sull’immensa giungla sempre più devastata: il fotografo brasiliano Sebastião Salgado ha proiettato sulla facciata della basilica un’anteprima di un ciclo sull’Amazzonia che esporrà in una mostra nel 2021 al Maxxi di Roma, a Parigi e nel suo paese. In quella serata aveva parlato anche il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura oltre che teologo, biblista, ebraista.

Padre, per il segretario di Stato del Vaticano Parolin serve “un approccio integrato, multilaterale, che combatta la povertà e restituisca dignità agli esclusi, e al tempo stesso protegga questo dono prezioso, indispensabile e a rischio”. Lo ha detto a proposito del Sinodo speciale sull’Amazzonia.
Papa Francesco pone il problema a tutte le persone del mondo: una parte del pianeta è seriamente minacciata. Se noi sentiamo che il bicchiere d’acqua che beviamo deriva dall’Amazzonia, comprendiamo l’importanza e la necessità di tutelare quel pezzo di mondo: non riguarda solo l’Amazzonia ma l’intero pianeta.

Nella religione cristiana da una parte l’uomo deve prevalere sul mondo e dominare la natura, dall’altra il pensiero francescano predica fratellanza con la natura stessa. Finora non ha prevalso il dominio sulla fratellanza?
Nell’enciclica Laudato Si' il Papa richiama dodici volte Francesco e fin dal titolo il testo è innervato di San Francesco. Il santo di Assisi definisce la terra “madre” per una stretta consanguineità e un senso di appartenenza che chiama alla responsabilità e al prendersi cura attraverso gesti e azioni quotidiane: dobbiamo passare dalla logica di predatori alla logica di curatori, da uomini che depredano a uomini che si prendono cura. In quel documento il Papa accosta la dignità della terra a quella dell’uomo e viceversa chiamando la terra creatura vivente.

A chi si oppone come far passare questo messaggio?
Tutti dobbiamo fare uno sforzo per comprendere che mondo vogliamo donare ai nostri figli. La vera domanda per avvicinare posizioni diverse riguarda il futuro delle nuove generazioni e dei nostri figli. Cerchiamo di rispondere a questo interrogativo. Sono convinto che troveremo una soluzione che risalta il bene comune e quindi condivisa. Se pensiamo solo all’interesse immediato cadremo nella trappola dell’egoismo che non ci rende fratelli ma nemici e quindi contrapposti su fronti diversi.