Il Fai apre 1.100 siti e mostra i legami tra culture d’Italia e straniere

Sabato 23 e domenica 24 le Giornate di primavera: dalla Consulta a Roma a luoghi dove la tradizione locale si lega a influssi europei, asiatici, americani, arabi e africani

Badolato (Cosenza). Foto Salvatore Paravati © Fai - Fondo Ambiente Italiano

Badolato (Cosenza). Foto Salvatore Paravati © Fai - Fondo Ambiente Italiano

redazione 21 marzo 2019
Oltre mille e cento siti d’arte, borghi, palazzi e quant’altro può rientrare nella categoria dei luoghi da scoprire, conoscere e riscoprire come esercizio estetico e civile per conoscere il nostro Paese. Con sabato 23 e domenica 24 tornano le Giornate di primavera del Fai – Fondo Ambiente Italiano che permettono di visitare appunto oltre mille e cento siti in 430 località d’Italia. Sotto trovate il link al sito con l'elenco di tutti i luoghi.

Tra i tanti la fondazione segnala il Palazzo della Consulta a Roma, vale a dire il maestoso edificio settecentesco in piazza del Quirinale vicino alla dimora del Presidente della Repubblica e dove ha sede la Corte Costituzionale: l’organismo quindi che deve controllare e salvaguardare il rispetto della Costituzione.

Sempre il Fai cita a titolo di esempio il Castello di Melegnano (Milano), il Centro di Geodesia Spaziale a Matera, borghi come Pontremoli (Massa). Poiché “molti di questi luoghi testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani”, recita la nota per la stampa, le aperture del 2019 vogliono anche mostrare “le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia”. “Ne sono un esempio la Biblioteca Carlo Viganò dell’Università Cattolica a Brescia, un viaggio tra le lingue latina, greca, araba e volgare attraverso manoscritti, cinquecentine e opere a stampa che documentano lo sviluppo dell’algebra, dell’astronomia, della fisica e di altre scienze; oppure Piazza Sett’Angeli a Palermo, un libro aperto dove leggere la storia millenaria della città; o ancora il Gabinetto Cinese di Palazzo Reale a Torino, rivestito con pannelli di lacche provenienti dalla Cina; per arrivare fino a Venezia, con la Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, che ancora oggi mantiene vivo il legame spirituale e culturale tra i Dalmati e Venezia”.

Il Fai organizza le Giornate, arrivate alla 27esima edizione, anche per sostenersi “con un contributo facoltativo o, fino al 31 marzo, con un sms al 45584 per la campagna di raccolta fondi Tu che puoi Fai”. Sono 325 i gruppi di delegati che organizzano le apertura sostenuti da 40mila “Apprendisti Ciceroni”, cioè giovani volontari che fanno da guida o danni informazioni.

Il 50% dei luoghi, garantisce il Fai, è accessibile anche a chi disabilità fisiche. Per l’elenco completo delle 1.100 aperture potete consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02 467615399. Verificate sul sito se ci sono cambiamenti soprattutto per i siti all’aperto o “la possibile chiusura anticipata delle code a causa della grande affluenza di pubblico”, dacché è successo più volte che l’afflusso sia talmente massiccio da non poter far entrare tutti.