Con la nuova legge sulla caccia si potrà sparare a specie rare in montagna, nelle spiagge e anche sotto casa

Un insano provvedimento che appaga la voglia di far soldi delle lobby delle armi. A rischio camosci, stambecchi e oche selvatiche. Torna un’atavica paura: “ Attenti al lupo”. Le Associazioni ambientaliste e animaliste scrivono alla Meloni.

Con la nuova legge sulla caccia si potrà sparare a specie rare in montagna, nelle spiagge e anche sotto casa
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

27 Giugno 2026 - 16.47


ATF AMP

di Maurizio Boldrini

Top Right AMP

C’è poco da scherzare: le lobby delle armi che tanti disastri e lutti stanno arrecando al mondo, pur di veder crescere i loro guadagni, hanno deciso di buttarsi anche sui mercati più piccoli ma egualmente remunerativi. Come quello della caccia. Il testo approvato dalla maggioranza di centro-destra al Senato e ora in discussione alla Camera, per dirla con parole semplici prevede non solo un aumento delle specie che possono essere cacciate ma anche regole più flessibili per l’attività venatoria. Si torna al far-west. Un testo molto criticato dalle opposizioni e da gran parte dei movimenti ambientalisti e animalisti. Il cosiddetto “ddl Caccia”  presentato, nel giugno 2025, da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati modifica radicalmente la precedente legge del 1992 sulla tutela degli animali selvatici e sulle regole della caccia nel territorio. 

Tra le novità principali del nuovo provvedimento c’è, ad esempio, l’aumento delle specie che si possono cacciare: dall’oca selvatica e al piccione di città e altre. Non sempre però. A stabilire come, quanto e dove sparare saranno i calendari venatori delle singole regioni le quali, peraltro, possono ora posticipare i termini della stagione di caccia, entro il limite dei primi dieci giorni di febbraio. Non ci sarà quindi un calendario unico per l’intero Paese ma ogni Regione definirà  il proprio periodo di caccia. Si spera che le Regioni si oppongano a questa trappola del governo. Me lo aspetto in particolare dalla nostra Toscana, da sempre attenta alla tutela della flora e della fauna. 

Dynamic 1 AMP

Una delle modifiche più contestate, guarda caso, è quella che riguarda il lupo. La Coldiretti preme vista la pressione dei coltivatori mentre la leggenda del “lupo cattivo” riappare nella memoria collettiva degli italiani. In sintesi: permettere la caccia al lupo – ma senza dirlo- per andare a caccia di voti.  La legge del ’92 inseriva il lupo tra le specie «particolarmente protette», insieme ad altri animali come l’orso, la lontra e la foca monaca.  Nel nuovo disegno il lupo scompare da questo elenco. Che fare allora con i lupi? Non sono presenti tra le  specie da cacciare, come le povere oche selvatiche, ma non compiono nemmeno tra quelle da tutelare. Attenti al lupo. 

I cacciatori avranno inoltre a loro disposizione più opzioni. E’ una delle logiche di fondo di questa legge: non costringere i cacciatori dentro steccati esclusivi, come prevedeva la vecchia legge: non ci saranno tante regole e così ”bang bang” si sparerà ovunque, dalle spiagge alle montagne e fin sotto gli orti di casa.    

Il governo ha furbescamente aggirato anche alcuni punti che sono stati contestati, due anni fa, dall’Unione europea e che riguardano in particolare la norma che permette alle regioni di autorizzare abbattimenti o catture di fauna selvatica anche in aree o periodi vietati. Così come le regole europee vietavano l’uso di munizioni con piombo nelle “zone umide”, come paludi, lagune o stagni. Queste raccomandazioni vengono aggirate attraverso una nuova mappa delle zone umide  con mappe e tabelle da elaborare nel rispetto del regolamento europeo che disciplina l’uso del piombo nelle munizioni. 

Dynamic 1 AMP

Il disegno di legge prevede lievi possibilità di usare strumenti per cercare di non cacciare alcuni animali selvatici.  Con un emendamento approvato il 18 giugno questa possibilità non varrà per alcune specie tutelate dalle regole europee, come il camoscio e lo stambecco.

Questa del Governo è una legge brutta e pericolosa. Accontenta solo le lobby dei venditori di armi che in Italia trovano una preziosa riserva di guadagni.  Protestano in tanti. Partiti dell’opposizione, rappresentanti delle istituzioni e si è alzata forte la voce delle 58 associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche che hanno invitato la Presidente Meloni a bloccare questo nefasto decreto : «Fermi il DDL Malan- Lollobrigida: i cittadini vogliono più sicurezza e libertà, non più fucili». Il testo reso noto dalle associazioni è netto: “Al contenuto già grave del testo – meno aree protette, più specie cacciabili, nessun controllo scientifico, caccia in spiaggia e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite – si aggiungono ulteriori emendamenti presentati in queste ore dai relatori. Queste modifiche dell’ultimo minuto puntano, tra le altre cose, a rafforzare ancor di più gli interessi delle grandi lobby agricole nel mondo della caccia, trasformando la fauna, che è patrimonio di tutti, in oggetto di profitto e riconoscendo come imprenditore agricolo chi gestisce aree di caccia private, con possibilità di ottenere finanziamenti pubblici”.

FloorAD AMP
Exit mobile version