Soyinka: sbagliato sospendere il Nobel alla letteratura

Lo scrittore nigeriano, vincitore nel 1986, critica la decisione svedese. Esce in Italia un suo saggio sul razzismo e il 26 è a Pistoia

Wole Soyinka

Wole Soyinka

redazione 5 maggio 2018

Il drammaturgo, poeta e saggista Wole Soyinka, vincitore del Nobel per la letteratura nel 1986, in un’intervista a La Stampa critica la scelta della Fondazione svedese di sospendere il premio a causa dello scandalo delle molestie sessuali che ha travolto l’Accademia di Svezia. Al quotidiano torinese l’intellettuale nigeriano ha spiegato che la decisione gli pare “davvero eccessiva, il mondo è pieno di scandali e soprattutto di scandali sessuali, ce ne sono anche alla Casa Bianca. Ma dal momento che le molestie non tirano direttamente in ballo l’integrità dell’istituzione accademica svedese non vedo la necessità di bloccare tutto”.


Wole Soynka sabato 26 maggio, alle 21.15 in piazza Duomo a Pistoia, riceverà il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo “conferito a una figura che, con il proprio pensiero e lavoro, abbia testimoniato la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane”, come recita la motivazione. Il premio, al suo secondo anno di vita, si inserisce nella nona edizione di “Pistoia – Dialoghi sull’uomo, festival di antropologia del contemporaneo”, ideato e diretto da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia.



Per tornare al Nobel sospeso, Soyinka ha risposto così alla giornalista Francesca Paci: “le crisi ci ricordano che a scrivere i libri e a premiarli sono gli esseri umani e non gli dei. In questo senso lo scandalo delle molestie potrebbe addirittura non essere del tutto negativo perché riporta la letteratura in una dimensione umana e restituisce il senso delle proporzioni”. E quindi toglie quell’aura di sacralità e di vago mistero che a suo parere evidentemente nuoce alla letteratura e alla cultura.


Quanto al tema della battaglia delle donne contro le molestie diffusa in buona parte del mondo con il caso Weinstein, lo scrittore afferma di apprezzare “molto il coraggio” delle donne che parlano dopo decenni di silenzio. Al tempo stesso ogni denuncia andrebbe investigata, non tutti i casi sono uguali”.


 


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