La Città eterna incombe sull’abisso

Ha l’essenza della suspense il thriller “Se la notte ti cerca” di Romano De Marco. Con segugi e figure losche rappresentati con un realismo magistrale

L'Eur di Roma

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redazione 27 marzo 2018

Enzo Verrengia


 


Il thriller del momento si intitola Se la notte ti cerca e lo firma Romano De Marco, l’unico, davvero l’unico, autore italiano che sappia affrancarsi dal rischio di rispondere ai luoghi comuni del poliziesco angloamericano con altrettanta aneddotica di stampo italiota. No. Qui c’è un ritorno all’essenza vera della suspense, che come nei capolavori di Hitchcock non può ascriversi a una latitudine e a una collocazione temporale ben delineata, perché è uno stato permanente della narrazione.
Lo si capisce dalla chiusa agghiacciante del prologo: «Ti incammini nel corridoio, disponibile ad accogliere il suo abbraccio. Non puoi sapere che, dietro quella porta, troverai la morte».
Niente paura, non è uno spoiler. La vicenda si deve tutta consumare, a partire dall’apparente, solito, delitto nella Roma bene. In realtà De Marco scompone subito la sequenza dei fatti utilizzando punti di vista multipli ma bene esposti agli occhi dei lettori. È l’equivalente letterario dello split-screen, lo schermo suddiviso in differenti prospettive, che a suo tempo fece de Il caso Thomas Crown un film di culto. E dunque c’è il commissario Laura Damiani, trentasettenne, reduce da inchieste milanesi che De Marco ha raccontato in sue precedenti performances romanzesche. Poi due comprimari importanti: Andy Lovato, rockstar dal successo discontinuo, e Angela Scala, free lance dei media e scrittrice non proprio affermata.
La dinamica avvolgente di Se la notte ti cerca ruota intorno all’uccisione efferata di Claudia Longo, ex trionfatrice nella vita e nel matrimonio, ridotta dai suoi cinquantaquattro anni e da un divorzio disastroso a spendere una fortuna per ritocchi cosmetici che non l’affrancano dal declino fisico.
Laura, assegnata all’Anticrimine, viene dirottata su questa indagine dal vice questore Satta, che le riconosce un’abilità da segugio per appropriarsi dei risultati e utilizzarli a fini di carriera. Con lei, Leo Fragassi e Paolo Silveri, uomini diversamente sbandati che si appigliano al lavoro in polizia per salvarsi da abissi personali esplorati con empatia durante lo snodarsi del caso.
La morte della Longo s’intreccia con le sue frequentazioni di un locale dell’Eur, il Single, posseduto da Alfonso Crema, più losco di una marea di foto segnaletiche. Club per scambisti? Ricovero di donne in cerca di toy boys o cos’altro?
A impostare formalmente l’inchiesta, un’altra donna di quelle che si stampano nella memoria visualizzante di chi s’inoltri nel libro costruendosene la propria versione per immagini, la dottoressa Daniela Maragno, bolognese e subinaea competitrice della Damiani. Una coriacea competitrice della Damiani.
Neanche tutto questo fa da spolier. La verità e il senso di Se la notte ti cerca arrivano all’ultima riga come si conviene al vero thriller. Con una marcia in più. Romano De Marco è uno dei pochissimi scrittori italiani che riescono a conferire realismo ai loro segugi. La Damiani e i colleghi restano dentro, perché privi di quell’inventiva del tutto artificiosa che troppo spesso altera il gusto dei gialli italiani. Inoltre, fra queste pagine, scorre una Roma notturna e greve che incombe sulla trama quasi fosse l’autentica protagonista. La Città Eterna costituisce il nucleo feroce di un vissuto criminale che si spalma anche al di là delle circostanze di Se la notte ti cerca.


Romano De Marco, Se la notte ti cerca (Piemme, pag. 318, Euro 17,50)