Nuove case editrici e nuovi format del Salone: l'«utopia» si avvera, il libro è centrale

Si moltiplicano eventi e iniziative culturali incentrate sul mondo del libro, come la nascita della casa editrice "Utopia" e del format del Salone di Torino "Vita nova"

Libreria

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Redazione 30 novembre 2020

di Manuela Ballo

"Cambia todo en este mundo", così recita una celebre canzone di Mercedes Sosa. Chissà se quelle stesse parole sono venute alla mente di quel gruppo di giovani, under trenta, che a Milano, hanno costruito una nuova casa editrice il cui nome “Utopia” ne rispecchia il messaggio. Il progetto era nato durante i mesi del primo lockdown, in piena pandemia e oggi, a poco più di un mese di attività, quei giovani animati dalla voglia di restituire al libro la sua centralità, stanno ottenendo un grande successo. Questo buon avvio dipende anche dalla scelta fatta di puntare sulla qualità dei testi e delle opere edite: il loro scopo primario consiste nel rimettere nel mercato una serie di titoli inediti in Italia, tradurli e in questo modo garantirne la fruibilità. Si tratta di voci autorevoli, ma ancora poco conosciute nel nostro paese. E' un piccolo segnale, questo, che forse sta cambiando davvero tutto e, mentre il mondo cambia, mutano anche i consumi e le abitudini della gente. Proprio il mercato editoriale sta avendo, ad esempio, un netto recupero, rispetto alle perdite registrate nel periodo del lockdown, e questo segnale di mutamento è stato colto al volo da questi giovani che così hanno reso realizzabile la loro utopia.

L'intero settore librario, d'altronde, dall’inizio della pandemia a oggi, riesce a far fronte alla crisi e ad avere uno slancio progressivo.  Probabilmente questo effetto è anche il frutto della chiusura - ribadita anche in questa fase - di cinema, teatri e luoghi preposti alla socialità. E' in periodi vuoti come questo che i libri acquistano nuovamente tutto il loro potere e la loro rilevanza e, per questo motivo, gli editori e i librai hanno reagito moltiplicando gli eventi online: gli abituali incontri con gli autori - seppure in questa forma diversa dalla più classica conversazione in libreria- si sono moltiplicati. I libri, poi, hanno acquisito una centralità anche nelle trasmissioni televisive e con gli scrittori che sono diventati ospiti fissi dei talk-show. Il libro, così, è tornato ad avere una sua centralità nel panorama culturale.

Sono numerosi gli esempi di questa proliferazione di eventi e iniziative incentrate sul complesso universo del libro.  Il Salone del libro di Torino, che ogni anno raggruppa editori, autori e amanti della lettura e che quest’anno, in virtù delle recenti restrizioni, ha organizzato l’evento “Vita Nova”, nuovo format in attesa della 33esima edizione del salone del 2021, nel pieno rispetto del distanziamento e attraverso le ormai consuete piattaforme online che permetteranno dal 4 fino all’8 dicembre, di ascoltare le lezioni di grandi autori e autrici, come Alberto Angela, Richard Baldwin, Letizia Battaglia, Eva Cantarella, Romeo Castellucci, Andrea Colamedici, Saverio Costanzo, Emma Dante e molti altri ancora. La storia dimostra che le importanti rassegne librarie sanno reggere ai grandi mutamenti del tempo: la Fiera del libro di Francoforte, tanto per fare un esempio, si tiene fin dal XVI secolo e continua ad essere l'evento editoriale più celebrato d'Europa.

In Italia anche altre iniziative, come l’ormai nota “#Ioleggoperché",  stanno avendo successo tanto che il sottosegretario dell’editoria, Andrea Martella, s'è spinto a definirla come un  “patrimonio comune del nostro Paese" . Leggere, afferma Martella “è, e sempre sarà, un grandissimo piacere, un arricchimento dell'anima. Soprattutto in questo tempo complicato, in cui per tutelare la salute propria e degli altri siamo costretti a limitarci nelle nostre abitudini più naturali e nei nostri spostamenti. Leggere ci consente di muoverci, di spaziare, di viaggiare con la mente. Leggere, come scriveva Italo Calvino, “è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà”.

Quale miglior compagno abbiamo, se non un libro, per sfuggire all’intorpidimento mentale e soprattutto alla monotonia del presente. Leggere libri aiuta e ce lo ricordava spesso, uno che di libri se ne intendeva,  Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito... perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.

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