Leonardo era un genio? Agostinelli sulle sue tracce con lo scooter

Vi proponiamo un brano da un singolare racconto-reportage di un viaggio su tre ruote da Vinci fino ad Amboise in Francia, dove l’artista-scienziato morì

Particolare dalla copertina del libro di Alessandro Agostinelli “Da Vinci su tre ruote”

Particolare dalla copertina del libro di Alessandro Agostinelli “Da Vinci su tre ruote”

redazione 28 dicembre 2019
L’anno del cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci con il 31 dicembre finisce, le sue tracce restano. Le ha inseguite, interrogando il mito stesso e interrogandosi, Alessandro Agostinelli, scrittore, documentarista, critico letterario, collaboratore di varie testate tra cui globalist.it, con libro di viaggio a dir poco singolare e salubremente distante dallo spirito puramente celebrativo: “Da Vinci su tre ruote. In scooter alla scoperta del genio” (Exòrma, pp.156, € 14,90).

L’autore ha intrapreso un viaggio su uno scooter MP3 500 hpe Business della Piaggio e un camper al seguito dalla città natale di nascita in Toscana, Vinci, fino ad Amboise in Francia, dove l’artista scienziato approdato alla corte di re Francesco I morì nel 1519. Un viaggio a partire da un interrogativo come leit motiv: “Era dunque un genio Leonardo?”.
Da Vicopisano a Pontedera, Vinci, Anchiano, Firenze, Milano, Viareggio, Genova, Ventimiglia, Avignone, Lione, Clermont-Ferrand, Bourges, Tours, Amboise, Agostinelli attraversa luoghi, incontra e dialoga con figure che in qualche modo sono state coinvolte nelle nelle celebrazioni leonardiane come il poeta Tomaso Kemeny, gli storici Franco Cardini e Pascal Brioist, gli storici dell’arte Cristina Acidini e Pietro Marani, lo scrittore Bernard Vanel, l’architetto parigino Arthur Biasse e altri. Su gentile concessione dell’editore pubblichiamo un brano da “Da Vinci su tre ruote”


Alessandro Agostinelli: i programmi sono andati a farsi benedire

Quando ero piccolo avevo due libri che tenevo con me, sul comodino, sotto all’abat-jour. Avevano disegni rarefatti e testi brevi. Uno era dei colori della notte; era pieno di stelle e parlava della vita di Galileo Galilei. L’altro aveva colori tempera mattutini; era pieno di paesaggi e raccontava la storia di Leonardo da Vinci.
A me pareva assolutamente strano che un tizio, pur se fosse stato il genio del Rinascimento, se ne andasse a spasso per Firenze senza armi, senza nemmeno un coltello. A scuola mi avevano raccontato che quelli erano tempi di risse, agguati, tra famiglie, tra conoscenti. I signori della città avevano addirittura costruito un passaggio segreto sul Ponte Vecchio per evitare di attraversare la città all’aperto, giorno o notte che fosse, per non incorrere in tafferugli con la popolazione o con le famiglie rivali. Il corridoio vasariano li portava dalla residenza di Palazzo Pitti al palazzo del potere che era Palazzo della Signoria, tutto al coperto e in sicurezza. Questo era l’ambiente cittadino.
E poi arriva questo fenomeno di Leonardo da Vinci che se ne va in giro disarmato, compra uccelli al mercato e invece di cucinarli apre le gabbie e rende loro la libertà. A me pareva strano, e ogni volta che aprivo quel piccolo libro mi soffermavo sulla pagina delle gabbie degli uccelli e dicevo che Leonardo era proprio un tipo singolare.
Ma questo ha poco senso adesso. Adesso sono solo, a piedi, e sto cercando un posto per bere. Oggi tutto è andato storto e non vedo come sia possibile passare oltre, andare in Francia di qui a poco.
Tutti i programmi sono andati a farsi benedire.

Ho lasciato gli altri parcheggiati col camper Arca nel piazzale della stazione ferroviaria. Tutto è piccolo a Ventimiglia. Piccolo il piazzale, piccola la stazione dei treni, piccoli pure gli stalli di parcheggio per le auto. Sono basse le case, strette le vie e tutto mira alla mediocrità, pure i barboni e i tunisini fuori dalla stazione sono più opachi dei loro colleghi di altre zone, pure i poliziotti sembrano più assonnati.
L’amico Puglia se n’è andato col treno delle 23 verso Pisa e sul camper sono rimasti Annina e Wiki.
La sintesi di oggi è questa: Puglia sarebbe rientrato in treno perché doveva accompagnare la moglie a un seminario di danza il giorno seguente; Annina sarebbe dovuta andar via per una cena con la figlia dai consuoceri; Wiki sarebbe dovuto restare con me.
Oltre un anno fa mi sono messo in testa di ripercorrere le tappe importanti della vita di Leonardo da Vinci. Avevo deciso di fare il viaggio con uno scooter e un camper al seguito, con sopra la troupe per girare i video che avrebbero composto il docufilm sul viaggio di Leonardo.
Devo essere stato particolarmente convincente con Piaggio, Arca, Regione Toscana, Toscana Energia, Alviero Martini, Orzo Bruno, Pascal, tanto che ora sono qui, con uno scooter a tre ruote MP3 500 hpe Business e un camper 5 posti, in una cittadina triste e livida a fare i conti con gli imprevisti e le delusioni, con promesse, orari e programma che non coincidono.