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Javier Cercas: “Il nazional-populismo usa la democrazia per distruggerla”

Lo scrittore spagnolo apre il festival "Pordenonelegge" e denuncia: il fenomeno politico di questi anni non è violento ma è come il totalitarismo anni ‘30

Javier Cercas: “Il nazional-populismo usa la democrazia per distruggerla”
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18 Settembre 2019 - 14.15


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Per lo scrittore spagnolo Javier Cercas la crisi catalana con le spinte indipendentiste e la Brexit hanno la medesima origine: “Nel ‘29 abbiamo avuto una crisi terribile che ha consolidato i totalitarismi in Occidente. Oggi – ha detto in un’intervista a Maruetta Capuano dell’Ansa – c’è una crisi generale, un movimento sismico che ha provocato il nazional-populismo”. Per lo scrittore la storia non si ripete esattamente con le stesse modalità:  “Il nazional-populismo è una maschera post-moderna del totalitarismo degli anni ’30. E questo nazional-populismo – avvisa Cercas- non è totalmente violento, utilizza la democrazia per distruggere la democrazia e lo fa in forme diverse”.

Lo scrittore viene intervistato perché oggi mercoledì 18 alle 18.30 al Teatro Verdi inaugura il festival Pordenonelegge con la conferenza “Il punto cieco. Storia dei libri che ho amato”, presentato da Alberto Garlini (la platea è per autorità, sponsor e stampa accreditata, avvisa sul sito l’organizzazione).

Per l’autore di romanzi come I soldati di Salamina, Anatomia di un istante sul fallito golpe in Spagna del 1981, Il sovrano delle ombre, andando sul tema dell’incontro, leggere è “un grande piacere, come il sesso, e bisogna farlo capire ai giovani. La lettura è una forma di conoscenza e libertà. Il romanzo parla di persone che sono capaci di dire no. E cos’altro è la libertà se non la capacità di dire ‘no’ quando tutti dicono ‘sì’?. Don Chisciotte di Cervantes – a parere di Cercas il romanzo più importante mai scritto – dice assolutamente no alla vita noiosa, povera che vive e inventa un eroe per vivere davvero. E Madame Bovary di Flaubert parla della stessa cosa, di una donna che dice no a un uomo noioso, che non ama. La letteratura è una forma di ribellione contro la realtà, contro il potere”.

Javier Cercas, rivela l’Ansa, ha concluso un nuovo romanzo che pubblicherà probabilmente il prossimo anno in Spagna e che in Italia uscirà sempre per Guanda. L’autore ha confessato all’agenzia di stampa che, anche se non parla direttamente della crisi catalana, la narrazione scaturisce da questo passaggio traumatico.

Il sito di Pordenonelegge

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