Le nefandezze italiane in Etiopia in forma di romanzo illustrato

In “Cronache dalla polvere” più scrittori e un illustratore raccontano l’occupazione fascista, la resistenza e la vita etiopi

Illustrazione di Alberto Merlin dal video di “Cronache dalla polvere”

Illustrazione di Alberto Merlin dal video di “Cronache dalla polvere”

redazione 30 agosto 2019
Più storici lo hanno dimostrato: gli italiani, in Africa, nel periodo colonialista hanno compiuto orrori al pari di altre nazioni, altro che “italiani brava gente”. In Etiopia, nel 1936, i militari usarono tra l’altro un gas micidiale come l’iprite. Affronta un capitolo della storia difficile, il periodo etiope immediatamente successivo alla conquista e all’occupazione militare volute da Mussolini e dal regime, la rappresaglia seguita all’attentato del 19 febbraio 1937 a Rodolfo Graziani, allora viceré d’Etiopia: gli italiani massacrarono civili con una stima che oscilla dalle tremila alle 30mila vittime. Un libro a più voci, con più stili, più forme narrative, affronta quel “dopo”: Cronache dalla polvere (Bompiani, pp. 272, € 19,00) del collettivo di scrittrici, scrittori e illustratori Zoya Barontini, un “mosaic novel” con i racconti di undici autori intrecciati fino a comporre una narrazione a più facce curata da Jadel Andreetto (Bolzano, 1974) e illustrata da Alberto Merlin (Belluno, 1973).

Significativo è il nome scelto dal collettivo: ha preso il cognome dell’antifascista e partigiano Ilio Barontini (1980-1951), comunista che imbracciò le armi, addestrò e organizzò la resistenza etiope dal 1938, poi fece la Resistenza in Francia contro i nazisti e in Italia come capo partigiano contro il nazifascismo; Zoya sta per “alba”, “aurora” ed è un diffuso nome femminile etiope.

Cronache dalla polvere, spiega Bompiani, racconta l’occupazione italiana dopo che nel 1936 il regime fascista ha preso Addis Abeba e ne fa la capitale dell’ “impero”. Contro la resistenza dei guerriglieri arbegnuoc “le truppe italiane insieme alle camicie nere si resero protagoniste di rastrellamenti, distruzioni e massacri di uomini, donne e bambini, abbandonando umanità e pietà”, ricorda la casa editrice. Erano gli anni in cui il fascismo propagandava la falsità della “supremazia razziale” dell’etnica bianca.

È opinione diffusa, tutt’oggi, che gli italiani abbiano costruito strade e infrastrutture e siano ricordati benevolmente. “Le popolazioni locali non hanno mai dimenticato quel passato di inaudita violenza”, rammenta invece l'editore Bompiani nel suo sito.

Gli autori di Cronache della polvere sono: Massimo Gardella (Milano, 1973), Lorenza Ghinelli (Cesena, 1981), Sirio Lubreto (Napoli, 1973), Gaia Manzini (Milano, 1974), Michela Monferrini (Roma, 1986), Davide Morosinotto (Camposampiero, 1980), Davide Orecchio (Roma, 1969), Guglielmo Pispisa (Messina, 1971), Igiaba Scego (Roma, 1974), Aldo Soliani (Sesto San Giovanni, 1971), Nicoletta Vallorani (Offida, 1959).