Cosa dicono Ungaretti, Sciascia sulla mafia, Montanari su cittadini e arte

Alla prima prova la poesia “Porto sepolto”, il giallo “Il giorno della civetta” e un saggio dello storico dell'arte. Inoltre Stajano

Il film “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani

Il film “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani

redazione 19 giugno 2019
Il percorso di un uomo e di un poeta, Giuseppe Ungaretti, con la poesia “Il porto sepolto”; la narrativa come strumento per conoscere e combattere la mafia con un brano dal “Giorno della civetta” di Leonardo Sciascia; il giornalista e scrittore Corrado Stajano, uno spunto da "Istruzioni per l'uso del futuro", libro dello storico dell’arte Tomaso Montanari, docente universitario che ha sempre intrecciato la coscienza civile alla cultura e alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale. Sono tre delle tracce del tema di maturità che affrontano gli studenti all’esame iniziato stamani.

Giuseppe Ungaretti, Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

La poesia ungarettiana fu pubblicata nel 1916 a Udine nella raccolta d’esordio del poeta e poi confluì nell’edizione del 1919 Allegria di naufragi e successive edizioni.
Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, spiegò il titolo raccontando che da ragazzo degli ingegneri francesi gli parlarono di un porto con rovine sommerse davanti alla sua città di nascita e la suggestione non lo abbandonò più.

Sciascia sulla mafia
Oltre a Corrado Stajano, una traccia è un brano dal "Giorno della civetta" di Sciascia: romanzo compatto dal ritmo serrato, un giallo che esplora i gangli nascosti del malaffare, della politica e della società che narrava di un imprenditore edile ammazzato dalla mafia e di un comandante dei carabinieri che indaga per appurare la verità e mandare in galera i responsabili ma ha di fronte omertà e silenzi. Il romanzo uscì nel 1961. Dal romanzo Damiano Damiani nel 1968 Damiano Damiani fece un film. Lo spunto peraltro fu un fatto vero: il sindacalista Accursio Miraglia ucciso dalla mafia a Sciacca nel 1947.

Cittadini e patrimonio artistico con Tomaso Montanari
"Istruzioni per l'uso del futuro" di Tomaso Montanari è una delle tracce della maturità. Edito da Minimun Fax, il saggio si rivolge a ogni singolo cittadino e affida a ognuno di noi le nostre responsabilità. Saggista e polemista dalla penna nitida, e spesso affilata, del libro la scheda editoriale riferisce: “Istruzioni per l’uso del futuro è un piccolo alfabeto civile: ventuno voci che ci mostrano come per trasformare un paese non bastano le nostalgie o le indignazioni ma servono responsabilità e conoscenza”. E ancora: “Come si impara a essere cittadini italiani? Sono fondamentali la famiglia, la scuola; ma da millenni c’è qualcos’altro che ci educa a essere quello che siamo, che ci lega al nostro passato e ci fa immaginare il nostro destino: questa cosa si chiama «patrimonio culturale». Ne fanno parte le opere d’arte, i libri, i palazzi, i reperti archeologici... Chi non se ne rende conto e definisce i beni culturali «il petrolio d’Italia», considerandoli un repertorio di oggetti da affittare al magnate di turno o da svendere nell’ennesima mostra-evento, è un nostro nemico: ci sta togliendo un bene primario come l’aria, ci sta privando di un nostro diritto fondamentale come la salute o l’istruzione”.