Donne e uomini, amori tormentati e vitali nelle pagine di Lidia Ravera

“L’amore che dura” è il nuovo romanzo della scrittrice. Una lettura al Teatro Manzoni di Roma. E un'anticipazione online dell'editore

Donne e uomini, amori tormentati e vitali nelle pagine di Lidia Ravera
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20 Marzo 2019 - 12.05


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Lidia Ravera è una scrittrice che ha sempre saputo esplorare gli intrecci sentimentali, emotivi, sessuali, con la storia del proprio tempo. Dopo aver partecipato a “Libri come” oggi, mercoledì 20 alle 20.50, parla al Teatro Manzoni di Roma del suo nuovo romanzo “L’amore che dura” (Bompiani, pp. 416, € 18,00) prima che si alzi il sipario (alle 21) della commedia “Papà” di Chesnot con Elena Cotta e Carlo Alighiero. L’appuntamento, per il ciclo “Libro: che Spettacolo!” con cui l’Agis sostiene la lettura e le arti della scena, vede alla lettura di un brano Sofia Russotto, atttrice allieva dell’Accademia Silvio d’Amico.

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Di cosa narra, il romanzo? Detto che a questo link ufficiale (clicca qui) l’editore ne offre una robusta anticipazione come strategia editoriale, “L’amore che dura” ha come pretesto dei diari ritrovati. Il libro ha come protagonisti Emma, che ama e sta con un uomo, Alberto, il marito, sindacalista, ma resta avvinghiata in fondo a Carlo, suo coetaneo, un regista, gran narcisista, ex marito, di cui la donna è innamorata da sempre e con cui è stata per venti anni. Ma il legame non è spezzato anche se il bisogno di vite diverse li hanno separati. E in tutto questo si intrecciano temi come il femminismo e l’esplorazione dei sentimenti, delle contraddizioni, delle donne come e degli uomini con se stessi («le donne sanno di essere madri con la verità dei loro corpi, gli uomini sanno di essere padri se ricevono una telefonata»), di chi vuole fare arte (Carlo ha girato un film sulla loro relazione ed Emma non ne è rimasta felice) e di chi cerca altro e vuole migliorare il mondo in cui siamo.

Ma il tempo passa. E a “Io Donna”, in una intervista a Romana Petri, Lidia Ravera ha rilasciato un’osservazione acuta, oltre che simpatica, sulla vecchiaia e gli anni: “Ho pensato così tanto alla vecchiaia quando ero giovane che quando sono finalmente invecchiata mi sono sentita giovanissima. Ero molto sollevata! Credevo che sarei caduta in un buco nero. Invece sono esattamente la stessa persona, con più vita dietro (il che per una scrittrice è un vantaggio) e meno vita davanti. Tutto qui. Sei meno carina, ma parecchio più intelligente. Non è un cattivo affare”.

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Lidia Ravera, torinese di origini, venne alla ribalta con “Porci con le ali”, scritto insieme a Marco Lombardo Radice, infuocato e fulminante diario tra sesso e politica e contraddizioni personali uscito nel 1976.

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