I “Cani d’estate” di Sandro Veronesi contro l’abbaiare dei razzisti

Lo scrittore pubblica un pamphlet stimolato dalla Aquarius attaccata da Salvini, dal governo e da tanti sui social. Gli intellettuali come Saviano si muovono

L’Aquarius

L’Aquarius

redazione 25 novembre 2018

Sandro Veronesi stava scrivendo un romanzo. Autore di romanzi come Caos calmo premiato allo Strega nel 2006, come l'avvincente XY , come Terre rare, lo scrittore fiorentino, del 1959, ha posato la penna, o smesso di digitare sulla tastiera a vantaggio della narrativa, e ha virato su un pamphlet: Cani d’estate (La nave di Teseo, 112 pp., 7 euro), in uscita questo 29 novembre. Perché? “Ho sentito che c’era qualcosa di più urgente come imbarcarmi nelle navi delle ong che soccorrono i migranti”, dichiara lo scrittore a Simonetta Fiori su Repubblica di oggi domenica 25 novembre in una conversazione con Roberto Saviano sugli intellettuali che rialzano la testa contro la deriva autoritaria incarnata in primo luogo dal vicepremier, ministro dell’Interno e capo indiscusso della Lega Matteo Salvini. Il quale non perde occasione di attaccare le ong e chi si occupa di migranti, spalleggiato da un Luigi Di Maio, che concorda pienamente se è arrivato a definire con disprezzo le navi che soccorrono migranti nel Mediterraneo “taxi del mare”.
“Sull’Aquarius c’erano uomini e donne scampati alla morte”
Veronesi racconta l’attacco di Salvini, e non solo suo, alla Aquarius ha scatenato la sua penna: le parole del vicepremier ‘pacchia’ e ‘crociera’ hanno “reso ancora più intollerabile l’accaduto. Sull’Aquarius c’erano uomini e donne che avevano rischiato la morte, nei campi libici e in mare. Mi sono sentito impotente come scrittore – confessa – e ho sentito la necessità di mettetrci il corpo, ossia di rendermi disponibile per una missione su una di quelle navi. Ho scritto una lettera pubblica a Saviano, sono state tantissime le adesioni di scrittori, artisti, registi. Qualcuno si è già imbarcato”.
“Tonalità sinistre negli attacchi agli intellettuali”
Veronesi si imbarcherà presto. Registra come sui social, da Twitter a Facebook, siano pratica quotidiana gli attacchi violenti, vergognosi, vigliacchi, a Saviano e a chi esprime pensieri contrari alla vulgata contro i migranti e contro una cultura che vuole comprendere e aprirsi. “A me pare che il disprezzo degli intellettuali, che in passato ho avuto modo di sperimentare, abbia assunto tonalità più sinistre. Mi viene in mente il fascismo. Le citazioni di Salvini del ‘me ne frego’ e del ‘tiro diritto’ non sono casuali”. Certo, rispetto al fascismo che uccideva e imprigionava “oggi basta sopprimerti civilmente, screditarti, il metodo resta lo stesso”.
Tuttavia l’uscita stessa del pamphlet e la discussione dimostrano che le correnti non vanno solo nella direzione voluta da Salvini e Di Maio. “È significativo che per questo mio libretto la Spagna abbia già chiesto i diritti - riferisce giustamente Veronesi - Sta crescendo in Europa una comunità intellettuale e scientifica dove non è ritenuto ammissibile attaccare i vaccini o mettere in discussione i diritti fondamentali”, commenta sempre Veronesi.


Luigi Manconi: "Il principio di salvare"
Sul Corriere della Sera lo scrittore ha ricevuto una recensione elogiativa di Luigi Manconi il quale vede, nel libro, “la pietra fondativa non di una nuova ideologia (nella crisi incipiente delle grandi narrazioni storiche), ma una sorta di nuovo stile di vita basato sul principio, appunto, del salvare i corpi. Un accordo provvisorio, diciamo così, tra gli uomini che non vogliono essere né vittime né carnefici”. Questo pamphlet infatti, come riferito dal giornale Tirreno del 19 novembre, per Veronesi non nasce da una “ferita intima” quanto da una “ferita collettiva, inferta da un ristretto numero di persone a un gran numero di persone”.


Sandro Veronesi, Cani d’estate, La nave di Teseo, 112 pp., 7 euro